I santini si bruciano ma non si buttano

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Il santino è un prodotto editoriale che, una volta entrato nella sfera privata del devoto, diventa un oggetto religioso.

Un santino sfuggito al fuoco
Un santino salvato dal fuoco

La religiosità si distingue dalla fede e dal sacro, ed è  costituita da tutta una serie di strumenti, che soprattutto in epoche passate erano utilizzati in tante pratiche. Prendiamo a esempio le “nostre” immaginette: in cinque secoli sono state utilizzate per proteggere la famiglia, la stalla con gli animali, i figli mentre dormivano nella culla, i soldati mentre combattevano, etc. Il loro valore era dunque sacro per coloro i quali le possedevano e credevano all’effetto taumaturgico del contatto fisico con esse.

Per questo motivo le immaginette non potevano essere strappate o buttate via, commettendo un vero e proprio sacrilegio. Tuttavia, la tradizione consentiva al possessore di disfarsene nell’unico modo possibile: bruciandole.

In molte comunità, soprattutto del Meridione – ma credo che l’usanza riguardi l’Italia intera – si potevano bruciare soltanto una volta all’anno, alla vigilia di Natale, buttandole nel sacro fuoco che veniva acceso (in molti paesi la tradizione dei fuochi a Natale è ancora viva) nella notte in cui nasce Gesù.

La ragione di questa pratica si spiega con il fatto che soltanto un elemento sacro, in un rito sacro, può “distruggere” un oggetto altrettanto sacro come l’immaginetta. Non solo. Durante la combustione, il santino sale al Cielo, trasformandosi in fumo. In pratica, è come se il santo raffigurato raggiungesse il Paradiso Celeste, proprio grazie a tale pratica.

Passando ora dall’ambito religioso a quello collezionistico, la domanda che mi sento fare, soprattutto da novelli collezionisti, è la seguente: che valore hanno le immaginette che presentano dei difetti o che sono rovinate?

Come ho detto altre volte, il valore collezionistico, e soprattutto di mercato, risente fortemente dello stato di conservazione. Per intenderci: un’immaginetta che si presenta con uno stato di conservazione Ottima, ovvero integra in tutte le sue parti, avrà diciamo un valore pari a 80 (il valore 100 si considera nello stato di Fior di Stampa). La stessa immaginetta, nello stato di Non Buona, cioè con diversi segni di usura, avrà un valore pari a 10. Nel caso, infine, essa si presentasse nello stato Pessimo, allora non avrebbe alcun valore di mercato, ma soltanto un interesse storico. Per la tabella completa degli stati di conservazione si guardi QUI

Di seguito, riporto alcune immaginette che presentano diversi segni di usura (piccoli strappi, graffi, ruggine, polvere, etc.), soprattutto sulla figura. In questi casi, come ho detto sopra, il valore di mercato dell’immaginetta è praticamente nullo. Il loro valore collezionistico è esclusivamente storico. Il collezionista potrà usare l’immaginetta per studiarla o tenerla in archivio fino a quando non avrà reperito la stessa che presenti uno stato di conservazione migliore.

scansione0003LEGGI ANCHE QUI

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5 risposte

  1. Antonio

    Mi permetto di aggiungere qualche piccola notizia, in maniera breve per non annoiare troppo, che ho riscontrato in merito alla questione dei “santini bruciacchiati” in Campania.
    La bruciatura di un santino sigilla tutt’ora, per quello che so, un patto tra persone malavitose, di solito tra boss di vari clan camorristici.
    Benché la tradizione di bruciare il santino durante la vigilia di Natale sia presente, solo in misura minore, nella mia Irpinia, la pratica è comunque presente, con la sola differenza che viene effettuata in qualsiasi giorno dell’anno, accompagnata da frasi come “santi ‘ncielo, carte ‘nterra”.
    Dal punto di vista antropologico, poi, è molto interessante notare l’uso di santini nella costruzione dei cosiddetti “abitini”, tasche chiuse in tessuto aventi funzioni di amuleti contro il malocchio. Sempre in riferimento a malocchio e fatture, alcune pratiche prevedevano la bruciatura, anche parziale, di alcune immaginette sacre.
    Mi fermo qui, ma ci sarebbe ancora molto da dire.
    Grazie, come sempre, per l’ottimo articolo. Continuerò sicuramente a seguirla.

  2. DEMETRIO GUZZARDI

    Ho appreso che alcuni sacerdoti che ricevevano santini stropicciati… li bruciavano insieme alle vecchie palme benedette per farci la cenere per il mercoledì delle ceneri. In altri posti venivano bruciati anche durante il fuoco nella notte di Pasqua.

  3. giovanni

    Questa società è un grande paradosso, mi riferisco al fatto che: ci sono voluti secoli di lotte a finché si potessero rappresentare le immagini sacre e, ora invece ce ne possiamo disfare come se fossero oggetti di poco conto.

  4. Mauro Migliori

    Buon giorno, come posso disfarmi delle immaginette dei propri defunti (parenti conoscenti ecc.ecc.) Grazie

  5. Raffaele Milano

    Acquistai un rosario a Mergiugorie, e tenendolo sempre in tasca si è rovinato, la croce di Cristo si è spezzata. Vorrei disfarmene come avviene per le immaginette sacre ma non so la procedura e le preghiere che si devono recitare. Vorrei avere delle delucidazioni, sono un fervido credente ma in questo caso non so come comportarmi non vorrei commettere un sacrilegio. Grazie Raffaele

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