Quando i preti portavano la tonsura

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tonsura RContinuando nell’osservazione del lato B delle nostre immaginette, troviamo tutta una serie di RICORDI: dalla Prima Comunione all’Ordinazione Sacerdotale.

Per quanto riguarda in particolare gli ecclesiastici, mi è sembrato molto curioso e interessante questo santino della Serie I.F. – A.S. n. 12 (la sigla I.F. sta per Immaginette Fotografiche, mentre A.S. sta per Anno Santo) edito dalla casa editrice AR nel 1950, Anno Santo, proclamato dall’allora Pontefice Pio XII (Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli).

Sul verso del santino troviamo una breve invocazione

Dio mio, la mia vita si consumi nel vostro amore sotto gli occhi della Madonna.

Ma l’elemento interessante è la tipologia di ricordo, che richiama un rito che forse pochi conoscono (di sicuro quelli un po’ più avanti con l’età), mentre i più giovani avranno forse avuto modo di notare in qualche film in costume.

Il rito in questione è quello della Sacra Tonsura e segnava il passaggio dallo stato laico a quello clericale. Nella pratica esso consisteva nella rasatura (all’aspirante chierico venivano tagliate cinque ciocche di capelli), alla sommità del capo, di una piccola area circolare, detta chierica.

tonsura V

La tonsura (o chierica) era dunque una sorta di marchio sulla pelle che identificava quella persona quale appartenente al mondo religioso.

Questo rito è stato abolito dalla Chiesa nel 1972, probabilmente perché considerato ormai un’usanza antica e poco adatta ai tempi moderni.

Oggi dunque è difficile incontrare un consacrato a Dio (forse qualche frate) che continui a portare la tonsura. Molti sacerdoti non indossano più neppure l’abito talare, ovvero quello usato al di fuori delle cerimonie religiose, preferendo usare il semplice collarino bianco. Addirittura ho conosciuto preti che non portavano neppure la piccola croce distintiva.

Nulla di scandaloso, ovviamente. Come fa dire il Manzoni al personaggio del Conte zio dei Promessi Sposi, nel XIX capitolo, rivolgendosi al padre provinciale: «…come dice il proverbio… l’abito non fa il monaco».

O sì…?

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2 risposte

  1. agostino

    Grazie Biagio, interessante sia dal punto di vista filiconico che culturale.
    Nulla di scandaloso se un Sacerdote non indossa l’abito talare, è doveroso che egli
    indossi il collarino bianco e la croce distintiva al petto, per riconoscersi quale Luce del Mondo, secondo le parole di Gesù, se si nascondono si chiudono in se stessi e
    non sono di aiuto agli altri. La Madre Chiesa ha sempre raccomandato che i Sacerdoti indossano sempre l’abito talare.

  2. aldo

    Purtroppo molte persone chiudono due occhi nei confronti dei sacerdoti, ammettendo che sono anche loro uomini e possono sbagliare. Questo vuol dire fate pure, vestitevi come volete, nessuno vi conoscerà e se vi conoscono dite che in quel posto ” sono andato per vedere se i nostri parrocchiani sono presenti e come si comportano ” almeno col taglio dei capelli ( tipico di un sacerdote ) andrebbero tutti con un cappellino o copricapo, adeguato al posto, per evitare seccature. Per me devono avere la tonaca sempre, se sono seri………

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