Santini su pasta d’ostia. Un brevetto francese.

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Nell’ambito dell’immensa produzione sansulpiciana, i santini “su pasta d’ostia” rappresentano una tipologia molto particolare, il più delle volte trascurata dai collezionisti.

Le ragioni di questa apparente scarsa considerazione non riguardano certamente il valore artistico di questi pezzi, che possiamo considerare fra i più “preziosi” dell’intera produzione francese del XIX secolo.

Intendiamoci, sono tutt’altro che disprezzati. Sono assolutamente presenti in ogni collezione di “merlettati”, ma è difficile che un collezionista li collezioni in via esclusiva.

Il motivo va ricercato principalmente nell’estrema delicatezza di questi pezzi, costituiti generalmente da un fondo cartaceo con cornice traforata a punzone, su cui veniva applicata un’immagine dipinta a mano su un supporto di pasta d’ostia.

Si comprende facilmente che reperire un pezzo di questa tipologia perfettamente integro non è operazione facile, anche se non impossibile.

I santini su pasta d’ostia fanno la loro comparsa agli inizi degli anni Sessanta dell’Ottocento. Il brevetto è tutto francese e porta le firme di editori parigini, quali De Legannie, Genaux e il solito Bouasse-Lebel.

La maggior parte di queste immaginette sono a soggetto simbolico, meno comuni sono quelle che rappresentano figure umane, mentre rarissime risultano quelle che raffigurano un santo. E questo potrebbe essere un altro motivo per cui i collezionisti filiconici non siano particolarmente attratti da tale tipologia: spesso venivano infatti commissionati in occasione di Prima Comunione o di altri eventi.

L’esemplare che state osservando porta la data manoscritta sul verso del 7 giugno 1863, il che vuol dire che potrebbe essere stata prodotta anche qualche anno prima.  Il soggetto è un memento mori: una colomba ha colto un fiore da terra e vola verso il Regno dei Cieli raffigurato dal Sacro Cuore di Gesù.

Il testo chiarisce che la patria (del cristiano s’intende) è nei Cieli, mentre la terra è un esilio. Il tema classico racchiuso nella nota espressione “su questa terra siamo solo di passaggio“.

Le misure sono di cm 7,6 x 11,3. L’immagine è interamente acquarellata a mano.

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  1. angela

    avevo sentito parlare dei santini su ostia ma non ne avevo mai visto uno .l’articolo è molto bello grazie

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