Con la benedizione di Dio

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In questi giorni ha fatto molto discutere un episodio di cui è stato protagonista Donald Trump. Nello Studio Ovale della Casa Bianca, un gruppo di leader evangelici si sono riuniti attorno al Presidente degli Stati Uniti invocando la protezione del Signore su di lui. Il testo della preghiera – che trovate facilmente sul web – così recita

«Siamo onorati di venire alla tua presenza. Oggi solleviamo le braccia del nostro presidente, preghiamo per la tua continua benedizione e il tuo favore su di lui. Preghiamo che la saggezza dal cielo inondi il suo cuore, la sua mente, e Signore, che tu possa guidarlo in questi tempi difficili che stiamo affrontando. Oggi prego per la tua grazia e la tua protezione su di lui. Prego per la tua grazia e protezione sulle nostre truppe e su tutti i nostri uomini e donne in servizio nelle nostre forze armate. E Padre, ti preghiamo di continuare a dare al nostro presidente la forza di cui ha bisogno per guidare la nostra grande nazione. Mentre torniamo ad essere una nazione, sotto Dio, indivisibile, con libertà e giustizia per tutti. Preghiamo per la tua benedizione celeste su di lui, nel nome di Gesù, amen, amen».

Leggendolo mi è venuto in mente il testo di un’altra preghiera, composta esattamente novant’anni fa e pubblicata in occasione della Pasqua del 1936. L’Italia, l’anno prima, esattamente il 3 ottobre 1935 aveva invaso l’Abissinia, guadagnandosi la dura condanna della Società delle Nazioni (l’ONU nacque dalle sue ceneri nel 1945) che decise di applicare contro l’Italia dure sanzioni economiche.

L’autore del testo era un illustre esponente della Chiesa cattolica, don Michelangelo Rubino e il titolo era PREGHIERA PER IL DUCE

«Gesù/ al Duce d’Italia/ a questa creatura Vostra/ ascesa dall’umiltà del lavoro/ alla responsabilità ed alla gloria del dovere/ concedete la grazia di servire/ per lunghi anni ancora/ Voi nella Patria/ e la Patria in Voi/ coll’anima pura/ illuminata dalla Vostra luce/ per la pace religiosa/ per la devozione al nostro Re/ per la grandezza della nostra terra./ Così Vi prego o Gesù/ per Colui che restituì la pace alla Chiesa/ la serenità e la concordia alle famiglie/ il rispetto e l’amore per la Vostra santa Fede agli italiani./ Così sia.»

Mussolini non si arrese alle sanzioni ma, come sappiamo, adottò una politica economica volta all’autosufficienza (la c.d. autarchia) che costò lacrime e sangue agli italiani, costretti a donare alla Patria le loro fedi (“oro alla Patria”) dedicando all’evento la celebre “giornata della fede”.

Il 4 luglio 1936 la Società delle Nazioni abrogò le sanzioni economiche contro l’Italia, fatto che il duce annunciò a suo modo: «oggi 15 luglio 1936, sugli spalti del sanzionismo mondiale è stata innalzata bandiera bianca». L’Italia aveva trionfato (!) e, poco tempo dopo, ritirò la sua adesione all’Organizzazione Internazionale.

In queste ore, Trump ha inveito contro la NATO, colpevole di aver rifiutato di unirsi agli USA e Israele nella guerra contro l’Iran, definendo l’Organizzazione una “tigre di carta” e i paesi alleati dei “vigliacchi”. I potentissimi USA possono fare da soli.

Ovviamente ci sono anche coloro che si sono sempre distinti per aver voluto compiacere il potente di turno. La preghiera dedicata a Mussolini, per esempio, fu distribuita ai cappellani appartenenti alla M.V.S.N., meglio conosciuti come Camicie Nere. Leggete la lettera che Don Rubino scrisse loro: “Cari Cappellani, nell’udienza avuta dal nostro amato Capo la sera del 14 marzo A. XIII Gli mostrai questa semplice ed espressiva preghiera. Egli la lesse e manifestò la propria compiacenza firmandola di proprio pugno. Con questo ricordo la porgo a voi esortandovi a recitarla dopo la Santa Messa che celebrate per i nostri cari militi. Il vostro Ispettore – DON RUBINO”.

Un capolavoro!

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