Cronogrammi in un libro devozionale del 1721

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Dei cronogrammi presenti nelle raffigurazioni devozionali ho già parlato altre volte QUI e QUI
Il più antico cronogramma pare risalga all’anno 1064 e si trova in Piccardia, in una chiesa dedicata a San Pietro. Sui vetri di questa chiesa una scritta ricorda la fondazione di quattordici prebende per opera del conte Baldovino: BIs septeM praebendas tV BaLdVIne dedIstI.
Se calcoliamo i numeri romani, il totale corrisponde appunto al 1064.

Quello che voglio mostrarvi è un antico libro devozionale, datato 1721, pubblicato a Norimberga dall’editore Paul Lochner e stampato dal tipografo Johann Michael Kleyer di Wurzburg.

Scritto dal frate cappuccino, o come si firma egli stesso Minorum minimus, Fra’ Christianus Bretz, è destinato alle anime amanti di Gesù Cristo, germoglio della radice di Jesse, sottolineato dalla bellissima incisione dell’antiporta.

Ebbene, il volumetto – formato in-quarto – al suo interno presenta alcuni cronogrammi che indicano la data di pubblicazione del libro stesso: 1721

Nel frontespizio ne troviamo due:
Il primo si trova nella seguente frase: MONS EXCELSVS, & FLORIDVS (Trad: Monte alto e florido)
Calcolando: M=1000; X=10; C=100; L=50; V=5; L=50; I=1; D=500; V=5
che ritroviamo ripetuto identico nelle pagine della censura (vedi ultime due immagini)

Il secondo: QVaDragesIMa non absqVe FrVCtV transaCta (trad.: la Quaresima non è passata senza frutti)
e così calcolando: V=5; D=500; I=1; M=1000; V=5; V=5; C=100; V=5; C=100

In una pagina successiva, ritroviamo un altro cronogramma:
CRVCIFIXO MEDIATORI nostro sIt perennIs honor (seguito dalla traduzione in tedesco: sia lode e onore al nostro mediatore Gesù Crocifisso)
Il calcolo è presto fatto: C=100; V=5; C=100; I=1; I=1; X=10; M=1000; D=500; I=1; I=1; I=1; I=1

La domanda è: perché venivano inseriti e/o a cosa servivano realmente? L’unica spiegazione che possiamo dare – rectius che posso dare – è che probabilmente erano una sorta di vezzo enigmistico, particolarmente diffuso nei paesi fiamminghi, in Francia e Germania in particolare nei secoli XVII e XVIII.

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