I convegni culturali e quello che l’Intelligenza Artificiale non può fare

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Sabato 12 e domenica 13 settembre ho partecipato al convegno organizzato da Calabria Colleziona. Al convegno commerciale – presenti molti espositori – era affiancato quello culturale: si è parlato di collezionismo vario, dalla filatelia alla numismatica, all’iconografia devozionale. Nell’occasione ho presentato l’ultimo mio libro “AGNUSDEI – Le sacre cere dei pontefici di Roma. Storia, collezionismo e catalogo” e la mostra degli agnusdei appartenenti alla mia collezione.

Voglio essere onesto: grande successo per il convegno commerciale, con numerosi visitatori che si sono assiepati davanti ai banchi dei commercianti. Pochi – in rapporto al numero di questi – coloro che si sono seduti in sala ad ascoltare gli interventi dei relatori che si sono avvicendati, fra i quali il sottoscritto.

Nessuna meraviglia, sia ben inteso, in un Paese, il nostro, dove – secondo gli ultimi dati – circa la metà della popolazione, nel corso dell’anno, non ha letto nemmeno un libro. La stessa percentuale si riflette su quanti hanno visitato almeno una mostra o un museo.

Eppure, il web è inflazionato di siti che contengono immagini e articoli. Per non parlare dei social che brulicano di gruppi frequentati da persone che non perdono occasione per sfoggiare il loro sapere e i tesori che custodiscono.

A rendere le cose ancora più facili pensa l’IA o se preferite l’ AI (Intelligenza Artificiale). Volete scrivere un articolo? Pronto nel giro di qualche minuto. Vale lo stesso per i libri. E non importa se si trovano parti del tutto inventate, perché su certi temi l’IA non ha trovato nulla, tanto chi volete che se ne accorga? Di sicuro non quel 50% che non sfoglia un libro neppure sotto tortura.

C’è qualcosa però che l’IA non può e non potrà mai fare: osservare un oggetto e comprendere dettagli che solo un occhio umano attento può cogliere; scambiare opinioni fra cultori appassionati della stessa materia; socializzare fisicamente, stringersi la mano, creare quell’empatia che solo fra collezionisti si può vivere. Nessun dispositivo potrà mai trasmettere quella sensazione di appagamento e soddisfazione che il collezionista avverte quando osserva e tocca con mano l’oggetto del suo desiderio.

Forse un giorno lo inventeranno un dispositivo che, governato dall’IA, riuscirà anche a farci vivere quelle sensazioni. Ma fino ad allora usiamola, non lasciamo che sia lei a usare noi. Almeno salviamoci l’anima!

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