Le immagini del respiro

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Quanti di voi hanno mai visto o sentito parlare di immagini devozionali realizzate su fogli di colla di pesce? Adolf Spamer nella sua monumentale Das Kleine Andachtsbild ne accenna soltanto. Scrive lo studioso tedesco che queste particolari immagini erano conosciute comunemente come “immagini del respiro”, in quanto si flettevano soffiandovi sopra.

Non conosciamo chi sia stato l’inventore: secondo Spamer, molto probabilmente, questa forma d’arte è nata e si è sviluppata nei monasteri, sia maschili che femminili, d’Europa – ed in particolare della città di Augsburg – intorno al 1640.

Ricavata dalla vescica natatoria dello storione beluga, la colla veniva preparata immergendo le vesciche nell’acqua tiepida, facendole bollire lentamente. Si otteneva così uno strato gelatinoso molto sottile che, una volta essiccato, assumeva un aspetto simile alla pergamena.

Considerata la loro delicatezza, queste immagini devozionali, già all’epoca, erano molto rare e – sempre in base a quanto affermato dallo Spamer – non erano per tutti, ma per donne di elevato ceto sociale; il che vuol dire che anche il costo doveva essere piuttosto alto.

Oggi è molto difficile reperire esemplari integri: quello che state osservando risale al XVIII secolo. Inserita in una cornice di cartone, broccati e carta dorata, coperta da vetro, l’immagine di forma ovale raffigura San Luigi Gonzaga. Il retro è interamente coperto da carta xilografata.

Le dimensioni dell’immaginetta sono pari a cm 3 x 4.

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