Preghiera e rito per riconquistare la persona amata

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Avete presente quei film in cui si vedono personaggi che compiono riti magici, cosiddetti “riti vudù”, con tanto di spilloni che vengono conficcati nelle bambole di pezza, affinché si provochi un dolore (oppure una guarigione) o si induca una persona a ritornare con un uomo o una donna? Ebbene, facendo una ricerca sul web si legge che questo rito sarebbe una finzione, usata appunto nei film e/o nei racconti di fantasia e che, quindi, non esiste nella realtà.

Lo pensavo anch’io. Fino a quando mi sono capitate fra le mani delle particolari preghiere in lingua spagnola, di probabile provenienza messicana. Testi caratterizzati da un sincretismo religioso, che unisce fede cristiana in Gesù Cristo e i santi con le credenze in figure religiose che nulla hanno a che vedere con quanto ufficialmente riconosciuto da Santa Romana Chiesa.

Una di queste figure è la Santa Muerte. Una santa di creazione popolare che raffigura la Morte, intesa proprio come persona santa che, però, a differenza dei santi della religione cattolica, non è stata proclamata dal Papa dopo il processo previsto dalla Chiesa di Roma, ma dalla tradizione popolare, non solo messicana, ma anche argentina e centroamericana.

Ovviamente il tema è molto complesso e non si può certo esaurire nelle poche righe di questo post. Il mio scopo è quello di osservare, studiare e diffondere tutto quanto faccia parte dell’iconografia devozionale popolare. E non mi si dica che fenomeni di questo genere non esistano anche in Italia. Magari sarà un argomento futuro.

Ma torniamo al tema principale del post. Il testo della preghiera è una chiara espressione del sincretismo sopra accennato. La devota si rivolge prima a Gesù Cristo: “Gesù Cristo, sottometti tizio” (si sostituisce con il nome del soggetto di interesse)… se un animale feroce fa che venga da me mansueto come un agnello… voglio che me lo porti qui, umiliato, ai miei piedi…”. Quindi, rivolta alla Santa Muerte: “Santissima Morte, ti supplico sinceramente: come Dio ti ha creata immortale, con un grande potere su tutti i mortali… nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, io ti prego e ti supplico, degnati di essere la mia protettrice e concedimi tutti i favori che ti chiedo, fino all’ultimo istante in cui Sua Divina Maiestà ordinerà che io sia condotta alla sua presenza. Amen“.

Segue la giaculatoria: “Morte cara del mio cuore, non abbandonarmi con la tua protezione e non lasciare a tizio neppure un momento di tranquillità, tormentalo perché pensi sempre a me. Si recitano tre Padre Nostro

A questo punto, viene invocata un’altra santa: “Santa Francesca Vedova per l’anima di tuo marito, fammi ritornare l’uomo che ho perduto, che innanzi alla porta della mia casa arrivi tramite una lettera o persona alcuna, l’assente che io desidero tenere in mio potere…

Infine, la devota invoca direttamente lo spirito della persona: “Spirito del Corpo e anima di tizio, vieni perché ti invoco… ti domino, non avrai pace finché non verrai umiliato e arreso ai miei piedi“. E, colpo di scena: “proprio come conficco questo spillo nel mezzo di questa candela, voglio che il mio pensiero trafigga il centro del tuo cuore, così che tu possa dimenticare qualsiasi donna tu abbia. Si ripete tre volte“.

Il rito si conclude rivolgendo un’invocazione anche all’Angelo Custode del tizio (hai visto mai!): “Angelo Custode di tizio, piega il suo cuore, affinché possa dimenticare la donna che ha e torni sottomesso ai miei piedi innamorato. Si ripete tre volte“.

La Santa Muerte è festeggiata in Messico nella notte fra il 31 ottobre e il primo novembre. Curiosa coincidenza con la festa di Halloween.

Voglio rassicurare quanti potrebbero essere tentati di sperimentare il rito: potete stare tranquilli, non funziona!

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