A. & M.B. … È una tedesca

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Una delle caratteristiche cromolitografie pubblicate dalla A. e M.B. nel 1896
Una delle caratteristiche cromolitografie pubblicate dalla A. e M.B. nel 1896

Riprendendo un famoso slogan di una pubblicità dei nostri tempi, nella quale un’altrettanto celebre modella, tedesca, riferendosi all’autovettura di cui è alla guida, ci fa notare che «è una tedesca!», e dunque di altissima qualità, vorrei presentare agli amici filiconici che ancora non lo conoscessero, un marchio molto importante, che ha prodotto delle immaginette di elevatissima qualità.

Si tratta del logo di una grande società tedesca, appunto, che fu attiva a partire dal 1869, anno in cui fu fondata a Berlino, fino al 1946. Noi collezionisti la conosciamo semplicemente come A. & M.B. e ne abbiamo sempre apprezzato la produzione delle raffinatissime cromolitografie, caratterizzate dalla pesante grammatura della carta di supporto e dall’ottima qualità della stampa.

Cominciamo dal nome. A quella sigla – per molti assolutamente di significato ignoto – corrisponde il nome della società Albrecht & Meister di Berlino. In Italia le cromolitografie della casa editrice tedesca cominciano ad apparire nel 1895 e si caratterizzano, oltreché per la citata qualità della carta e della stampa,  per il fatto che riportano – caso raro, come ben sanno i collezionisti filiconici – l’anno di pubblicazione dell’immaginetta, secondo la formula A. & M.B. xxxx

La pubblicazione delle cromo tedesche in Italia fu apprezzata molto, ma ebbe una durata piuttosto breve: nel 1907 la casa editrice non pubblica più nulla nel nostro Paese.

Perché la A. & M.B. decise di non vendere più le sue cromolitografie in Italia?

Forse contribuì nella decisione dei tedeschi un fatto molto spiacevole che ebbe come protagonisti appunto la Albrecht & Meister insieme con altri tre importanti produttori di santini: Gualassini, Berardi e Tensi, tutti di Milano.

Una delle ultime cromolitografie pubblicate in Italia nel 1907
Una delle ultime cromolitografie pubblicate in Italia nel 1907

Lo spiacevole evento fu un processo penale che la A. & M.B. intentò contro i suddetti editori milanesi, rei – a suo dire – di aver contraffatto alcune immagini di proprietà della casa editrice berlinese. A seguito delle querele presentate dall’azienda – era l’anno 1897 –  il Tribunale di Milano procedette al sequestro di migliaia di immagini presunte contraffatte. Le immagini in questione raffiguravano: S. Anna con Maria, la Madonna del Rosario con Gesù Bambino, la Madonna del Sacro Cuore, S. Teresa con la Croce, la Madonna del Monte Carmelo, la Vergine del Rosario di Pompei, e molte altre.

Il processo di primo grado si concluse l’anno dopo, con la sentenza del 13 aprile 1898, la quale prosciolse i tre imputati, in quanto ritenne che le immagini in questione, in realtà, fossero di dominio pubblico già da diversi anni, ovvero molto prima del deposito di copyright effettuato dalla casa editrice tedesca.

La decisione del Tribunale di Milano fu però riformata, l’anno successivo, in secondo grado dalla Corte di Appello di Milano, che invece giudicò gli imputati responsabili del reato ascritto.

Non sappiamo se le accuse fossero davvero fondate. La casa editrice berlinese sosteneva di aver depositato le immagini sia in Germania sia presso il Consolato Generale Italiano a Berlino, mentre gli imputati fecero rilevare la circostanza secondo cui le immagini in questione fossero molto note. Anche la Corte sottolineò che l’editore potesse essere tratto in inganno proprio dalla notorietà dell’autore e della stessa immagine.

Ad ogni modo, alcuni anni dopo, come accennavo, la A. & M.B. non pubblicò più le sue bellissime cromolitografie in Italia. Da collezionista dico che fu davvero un grande peccato. Da italiano, penso che il caso giudiziario non influì in maniera così decisiva. Da ciò che mi risulta la produzione di immaginette con il marchio A. & M.B. scomparve dai mercati di tutta Europa. E non è un caso se nel 1909 l’azienda tedesca si fuse con la Aristophot di Taucha (Lipsia).

Ovviamente, se qualche collezionista dovesse essere in possesso di qualche esemplare che porti una data successiva al 1907 è pregato vivamente di segnalarlo.

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  1. angela rotundo

    Come al solito è un articolo bellissimo con avevo mai sentito parlare di questa ditta berlinese, penso le immaginette dovevano essere stupende

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