A volte ritornano….

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Qual è il giusto prezzo per un santino? E di un santino della Egim – Serie Isonzo?

In tanti anni, mi avranno fatto queste domande centinaia di volte. Non c’è convegno in cui mi trovi, dove non spunta inesorabile la domanda: “qual è il Gronchi rosa dei santini?“.

Ho sempre cercato di rispondere alle domande sulle quotazioni con molta cautela. Non esiste una regola precisa, oltretutto in assenza quasi totale di cataloghi. Il sottoscritto ne ha pubblicati alcuni – l’ultimo quello sui Santini Militari italiani – ma la produzione, com’è noto, è immensa.

E poi ci sono le aste on line… Qui si trova tutto e il contrario di tutto. Vi potete imbattere in incisioni firmate Koppe offerte a 100 euro, come in canivets proposti a 60-70 euro.

Intendiamoci, come ho sempre detto, ognuno può vendere il proprio oggetto al prezzo che vuole, ma quando vedo santini della Egim offerti a 20-30-40 fino a 70 euro, mi si scatena l’allergia.

Ripeto, con il proprio portafoglio, ognuno è libero di spendere i propri soldi come desidera, anche acquistare a 50 euro un santino offset degli anni 60-70, stampato in qualche milione di copie e definito “rarissimo”. Una concezione del criterio di rarità veramente singolare.

Insomma, assistiamo a un vero e proprio caos, dove i prezzi vengono fissati sulla base dell’umore con cui ci si sveglia la mattina. E la tragedia è che, uno su cento, c’è la persona che – suppongo in buona fede – cade nella trappola tesa dal venditore – anch’egli, suppongo inconsapevolmente e in perfetta buona fede.

Su Ebay, un’incisione dei Koppe simile a questa è stata proposta di recente a 100 euro

Il quale venditore, voglio ribadirlo, non commette alcun reato, per la serie “ho trovato questi santini, che erano di mia nonna, ai quali sono molto affezionato, ma ahimè! devo venderli, dunque per me il prezzo giusto è XXX”.

Da parte sua il collezionista, pur rendendosi conto del prezzo piuttosto esagerato, si dice: “mi piace, mi manca, lo compro”. Non importa se poi gli capita di trovare lo stesso a 50 centesimi: si sa, i colpi di fortuna, a volte, accadono.

Con riferimento specifico ai bei santini della Egim – Serie Isonzo, ricordo quanto mi riferì uno dei dirigenti della ditta milanese a proposito di tirature. Fino agli anni 80-90, le tirature dei santini della serie superavano le 12 milioni di copie (considerate che la Egim vende in Italia e all’estero).

Parlare di rarità assoluta a proposito di santini stampati in milioni di copie è assurdo.

C’è però la “rarità relativa“, per cui un santino che risulta raro o introvabile in Piemonte, non lo è altrettanto in Sicilia o in Calabria.

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  1. angela rotundo

    Io avevo una concezione diversa sullo scambio dei santini siccome li considero dei capolavori d’arte pensavo erroneamente di scambiarli gratuitamente infatti ho mandato a destra e a manca tantissimi santini anche rari con l’intento di condividere un piacere con altri ma mi son resa conto che non è così perchè le persone quando ricevevano il materiale da me inviato mi rispondevano (altri neanche questo) che loro scambiavano i loro solo dietro compenso la delusione è stata tanta adesso non mando più niente a nessuno mi tengo i miei bei doppioni e se capita di incontrare qualcuno che vedo che ha la mia stessa passione glieli regalo un suo sorriso mi riempie di gioia più dei soldi che potrei guadagnare. L’articolo molto interessante

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