Cartaglorie

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Il Concilio di Trento fu un evento straordinario per la Chiesa e per i cattolici, che introdusse una serie di novità che avevano, fra l’altro, lo scopo di combattere le idee riformiste dei protestanti. Una di queste novità fu senz’altro la possibilità di stampare e diffondere le immagini di Gesù, della Madonna e dei santi. Le nostre amate immaginette.

Fra gli usi introdotti nel rituale liturgico, a partire dal 1576, vi è quello delle cosiddette cartaglorie.

Vediamo di cosa si tratta.

Le cartaglorie sono tre tabelle che contengono alcuni testi invariabili (cioè che devono essere letti e/o recitati così come sono scritti) della messa, che servivano da aiuto mnemonico al sacerdote durante la celebrazione.

In pratica, per evitare che il prete dimenticasse le parole esatte, aveva la possibilità di leggere il testo direttamente da questi quadretti, stampati o scritti a mano, il più delle volte inseriti all’interno di cornici, posti rispettivamente al centro e ai due lati dell’altare.

Va detto che agli inizi era prevista una sola cartagloria, solo quella centrale, che riportava il testo del Gloria: da qui il termine “carta gloria”, ovvero la carta con il testo del gloria. In seguito vennero aggiunte le tabelle segrete – contenenti le preghiere del Canone e dell’Offertorio – così dette in quanto recitate dal sacerdote a voce bassa.

Circa un secolo dopo, nel Seicento, furono introdotte le due cartaglorie laterali: la prima – in cornu Epistolae – riporta il testo del Lavabo e contiene la formula della benedizione dell’acqua; la seconda  – in cornu Evangelii – riporta invece l’Initium Sancti Evangelii Secundum Joannem, ovvero  il testo del prologo del Vangelo di Giovanni.

Nelle immagini potete osservare due cartaglorie ottocentesche contenenti proprio l’inizio del Vangelo di San Giovanni. La prima, contiene anche una litografia colorata a mano, con cornice litografica e con doratura.

Un particolare balza agli occhi dell’osservatore: il personaggio raffigurato è San Giovanni Battista e non l’Evangelista.

Un errore del tipografo? No. Probabilmente chi ha realizzato la cartagloria voleva evidenziare un passo importante del Prologo che si riferisce proprio al Battista: “Fuit homo missus a Deo, cui nomen erat Joannes” (Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni).

Inutile sottolineare che la cartagloria non è un’immaginetta devozionale, avendo una diversa e specifica funzione.

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  1. angela

    Avevo sentito parlare della cartagloria ma per essere sincera non ne conoscevo il significato quindi grazie per avermi istruito su una cosa molto interessante

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