Collezionisti illustri: Antonio De Curtis, in arte Totò

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È noto che il grande Totò fosse molto religioso, di quella religiosità tipica dei napoletani (per spiegarla occorrerebbero diverse pagine), mista di fede autentica e di superstizione. Qualcuno lo ricorderà nel film “Totò e Peppino divisi a Berlino“, quando casualmente si imbatte in un altarino, in cui si trova esposta un’immagine di San Gennaro. Felicissimo dell’incontro, si rivolge al Santo: «San Gennaro a Berlino? Oh San Gennaro mio, che piacere che mi ha fatto vederti! San Gennarino mio bello, anche tu emigrante? Vuol dire che anche tu hai attraversato l’Alto Adige! Ma che gioia ritrovare un paesano all’estero, una cosa che mi fa un piacere pazzo. Sono emozionato».

E come non ricordare una delle sue “particolari” invocazioni: «Oh San Gemini, nubile e martire, aiutami tu!». Ovviamente San Gemini non esiste. Il che dimostra come l’attore non amasse prendere in giro un santo vero, inventandosene uno. O una.

Nessuna meraviglia dunque se pensiamo a Totò che bacia un santino, che lo infila nel portafoglio o nella tasca interna della giacca. Forse in pochi sanno, invece, che il Principe Antonio De Curtis fosse anche un collezionista di santini. Pare ne possedesse moltissimi. Lo rivela la figlia Liliana De Curtis nella biografia “Totò, mio padre“: «La religiosità di Totò… si esprimeva anche nella sua passione di collezionare santini. Immaginette sacre di ogni tipo che raffiguravano tutti i santi e i beati del calendario non mancavano mai nei suoi cassetti, tra le pagine dei libri e nelle tasche delle giacche. Spesso mi sono chiesta dove andasse a scovarle».

È evidente che Totò non fosse un vero collezionista, ma un appassionato “raccoglitore”, ma – come sappiamo – tutti i collezionisti iniziano con una raccolta: alcuni poi trasformano quella che è una generica passione in qualcosa di più specifico.

Mi piace pensare che Totò non fosse solo un “accumulatore” di santini, ma un cultore, anche se non un autentico collezionista. E sarebbe bello se la figlia Liliana – magari leggendo per sbaglio questo post – ci inviasse qualche foto di quei famosi santini che il padre adorava tanto.

Le foto sono tratte dal web.

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