Come trattare le immaginette merlettate, senza il rischio di rovinarle

postato in: Conservazione e restauro | 3

MerlettatiT2Sono esteticamente molto belle, soprattutto quelle che noi collezionisti filiconici conosciamo come canivets meccanici, ovvero quelle che hanno gran parte del fondo traforato, a volte con dei motivi iconografici davvero spettacolari. Eppure hanno un terribile inconveniente: sono delicatissime.

Chi di voi non ha mai avuto difficoltà a inserire un “merlettato” nella tasca di un raccoglitore?

Quando capita, ci si accorge a proprie spese: un filo del merletto si  aggancia alla tasca e non vuole saperne di entrare. Allora si toglie l’immaginetta e si riprova a inserirla, ma… si blocca di nuovo. Stavolta la tasca si è incagliata in un altro punto del bordo. Tocca riprovare di nuovo e se l’immaginetta è di quelle molto antiche e “vissute” (leggi: più delicata), può succedere che durante queste ripetute operazioni di inserimento, si perda qualche pezzettino.

Se poi l’immaginetta in questione è anche provvista di lustrini o altri elementi decorativi, allora c’è da sudare davvero: vedere che questi pezzettini colorati saltino a terra a causa del bordo della tasca del raccoglitore, per qualcuno, può rappresentare una pugnalata al cuore, soprattutto se pensa al prezzo di acquisto non proprio stracciato.

La domanda, allora, è inevitabile: come trattare un’immaginetta merlettata?

La risposta più ovvia sarebbe: “toccandola il meno possibile“. Una volta entrata in nostro possesso, la si inserisce per bene nel classificatore e la si lascia lì senza tirarla fuori in ogni momento. Direte: vero, ma il problema è proprio inserirla nella tasca.

I seguenti suggerimenti dovrebbero aiutarvi a trattare meglio i vostri canivets meccanici, evitando di provocare danni accidentali e irreversibili, a meno che non pensiate a un restauro faidatè (sconsigliatissimo) o di rivolgervi a un restauratore professionista (prima, però, contate quanti soldi avete nel portafoglio).

Allora, procediamo con ordine.

Quando intendete prendere  un’immaginetta traforata a punzone, usate una pinzetta a punte arrotondate o quadrate (quelle appuntite, buone per i francobolli, possono danneggiare i nostri pezzi). Ricordatevi di pinzare al centro l’immaginetta – possibilmente sulla figura, e non sul fondo traforato – e mai sui bordi, per ragioni che immaginerete.

MerlettatiT4

Ma veniamo alla fase più delicata: come inserire e come estrarre una merlettata dalla tasca del raccoglitore o da una tasca singola? Naturalmente è consigliato l’utilizzo di tasche di altissima qualità (per esempio, le Kanguro bolaffi o le hawid).

La soluzione più semplice è quella di adagiare l’immaginetta sul cartoncino della tasca, che si presume abbia i bordi più estesi rispetto al nostro pezzo. Quindi, prendete il cartoncino e infilatelo in parte nella tasca, tenendo l’apertura sollevata. A questo punto, spingete il cartoncino fino in fondo alla tasca e il gioco è fatto.

MerlettatiT3

L’alternativa è di tagliare la tasca lungo il lato destro e inserire l’immaginetta con la pinzetta in maniera molto più immediata.

MerlettatiT5

Vi segnalo inoltre la presenza sul mercato di una pinza d’acciaio, detta non a caso “salva merletto“, commercializzata da Barbieri di Manduria.

E, sempre a proposito di merlettati, non posso non consigliarvi di leggere la recentissima pubblicazione del mio carissimo amico Gianluca Lo Cicero, dall’esplicito titolo I Santini Merlettati“, teomedia edizioni. Chi è appassionato di questa tipologia potrà ammirare centinaia di immaginette, con le schede descrittive e gli approfondimenti sugli editori.

Se avete trovato il post di vostro interesse potete esprimere la vostra opinione postando un commento o semplicemente cliccando su MiPiace posto all’inizio dell’articolo.

Copyright (©) Tutti i diritti riservati

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

3 risposte

  1. Gianluca

    Molto interessante e aggiungo di usare le buste di plastica acid free, in modo che non si rischia di danneggiare il contenuto con muffe o reazioni chimiche legate al contatto tra la carta e la plastica.

  2. angela rotundo

    Molto interessante io adopero la pinza d’acciaio della Barbieri editore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code