Cosa ci fa Santa Rosa da Lima nel quadro della Madonna di Pompei?

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Il quadro della Vergine del Rosario di Pompei
Il quadro della Vergine del Rosario di Pompei

Conoscete tutti l’immagine della Vergine del Rosario di Pompei. Al centro della raffigurazione, in primo piano, è rappresentata la Madonna con il Bambino. Ai suoi piedi, sulla sinistra, San Domenico di Guzman riceve la corona del rosario dalle mani di Gesù Bambino, mentre – a destra – Santa Caterina da Siena la riceve dalla Madonna.

Nulla di strano, sembrerebbe. Tuttavia, se osserviamo bene alcuni santini – più precisamente alcune cromolitografie di fine Ottocento – noteremo un particolare che forse sfugge ictu oculi. A parte i tratti del viso di Santa Caterina, che sembrano tratteggiare una figura diversa dalla santa di Siena, notiamo che la medesima presenta sulla testa una ghirlanda di rose.

Si dirà che la raffigurazione del volto è un dato relativo nell’iconografia religiosa: diciamocelo pure, i volti dei santi (e delle sante) raffigurati sulle immaginette religiose sembrano tutti uguali. Meno scontata è la considerazione sull’attributo delle due sante che, nel caso specifico di Santa Caterina da Siena – come sappiamo – è costituito da una corona di spine, mentre lo stesso attributo, con riferimento a Santa Rosa da Lima cosniste generalmente in una ghirlanda di rose, al punto che capita di confonderla con Santa Rosalia.

Ebbene, come accennavo, in alcuni santini dedicati alla Madonna del Rosario di Pompei, la santa che riceve la corona del rosario da Maria porta sulla testa una ghirlanda di foglie e di rose.

La circostanza potrebbe apparire del tutto indifferente (spine o foglie di rose che siano!), se non fosse che la santa raffigurata nel celebre quadro di Pompei, in realtà è proprio Santa Rosa da Lima, “truccata” da Santa Caterina da Siena.

Cromolitografia italiana di fine Ottocento
Cromolitografia italiana di fine Ottocento

Cerchiamo di chiarire il mistero.

Il Quadro della Vergine  fu donato a Bartolo Longo dalle suore del Convento del Rosariello di Porta Medina. Quando l’Avvocato si trovò davanti il dipinto, si ricordò di averlo già visto anni prima in un negozio di Napoli. In quel momento però gli apparve in pessimo stato di conservazione, rovinato dal tempo e dalle tarme. Ciononostante ritirò ugualmente il dipinto e ne affidò il trasporto a un carrettiere di nome Angelo Tortora, il quale lo sistemò sul letame accumulato sul carro.

Giunto a destinazione, Longo affidò la tela a un restauratore. Inoltre, chiese al pittore napoletano Federico Maldarelli di apportare un’importante modifica all’immagine: dipingere la figura di Santa Caterina da Siena al posto di… Santa Rosa da Lima.

particolare
particolare

Non sappiamo come fosse l’immagine originale di Santa Rosa da Lima sul Quadro, ma considerato che fosse anch’ella una Terziaria domenicana, come la santa di Siena, cui peraltro si ispirò durante la sua vita religiosa, possiamo benissimo ipotizzare che non dovette essere un’impresa molto difficile per il pittore, trasformare la figura dell’una in quella dell’altra. Personalmente, penso che si fosse limitato ad alcuni ritocchi. Uno studio approfondito del quadro – ignoro se sia già stato realizzato – potrebbe rivelarci come doveva apparire originariamente.

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7 Responses

  1. Mariolina USA

    E che ci fanno San Nicola da Bari e San Michele sulle immaginette della Madonna Incoronata (Foggia)? Che ci fa la Madonna bianca arroccata accanto all’originale Madonna nera sull’albero della leggendaria apparizione? Per non parlare della Madonna dei Sette Veli (Foggia), e la scomparsa dell’originale raffigurazione del ritrovamento del tavolo (pantano, tre fiammelle, buoi genuflessi, e mandriani) dalle immaginette che la rappresentano invece come un’icona bizantina. Per chi non conosca queste immaginette, e’ sufficiente sapere che la domanda che ha prodotto il post di Biagio Gamba sulla Madonna del Rosario e’ simile alle domande che io pongo a proposito delle trasformazioni delle immaginette della Madonna Incoronata e della Madonna dei Sette Veli.

    Chi e’ responsibile di queste trasformazioni? E quali ne sono le conseguenze? Queste sono domande che aiutano a riconoscere una delle importanti funzioni delle immaginette: importanti archivi revisionali di storia religiosa e culturale.

  2. Marisa Russo

    L importanza della simbologia, linguaggio alla origine ben adoperato anche nelle raffigurazioni religiose, è stata poi molto trascurata e spesso ignorata. Credo proprio che alla origine si trattasse di Santa Rosa. La rosa simbolo importante della conoscenza del sé, dell iter esistenziale ecc ricordato anche nei rosoni architettonici nelle chiese. Interessante l argomento posto.

  3. antonio cocolicchio

    Tutte le raffigurazioni della Madonna del Rosario per le erigende confraternite del Rosario, così come è mnata a pompei, dovevano avere la Madonna che dona il Rosario a S. Domenico, perché il suo Ordine è considerato istitutore e diffusore del Rosario e delle Associazioni Rosariane, questo è d’obbligo ! Dall’altra parte si inizio a mettere una figura femminile significativa come S. Caterina da Siena o S. Rosa da lima perfetta ” Copia ” nella vocazione domenicana di S. Caterina. Il Beato Bartolo Longo preferì mettere S. Caterina, sia perché Italiana e perché Patrona del Terz’Ordine domenicano al quale anche il B. Bartolo Longo appartenne e anche perché il Santuario di Pompei per lui è l’esaltazione del Terz’Ordine in onore della madonna del Rosario. S. Rosa gloriosissima non se ne è presa a male, ma è stata contenta essendo cateriniana al 100per 100.

  4. ENZO PINTO

    Sarebbe interessante sapere chi per primo raffigurò la Madonna del Rosario, ponendo appunto ai piedi di Gesù e Maria san Domenico e santa Rosa da Lima…

  5. D'Aniello Rosario

    Bellissima spiegazione ! A me è capitato di vedere una raffigurazione della Madonna di Pompei non solo senza Santi ai piedi, ma con gli sguardi della Madonna e del Bambino rivolti in avanti!

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