Egim: le origini della serie Isonzo

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Con il rischio di annoiare i lettori che non amano particolarmente i seriali, e magari ne hanno abbastanza di Egim e della Serie Isonzo, devo tuttavia tornare sull’argomento trattato nel mio precedente post

Rispondendo a un commento dell’amico Bizzocchi, che mi faceva notare che un santino, con il logo C.G. seguito dal duometto (ovvero, Carlo Gariboldi), raffigurante Santa Rosa da Viterbo, fosse identico a quello da me indicato come la possibile immagine 290 della Serie Isonzo, sottolineavo che potesse essere stato il modello da cui fu ricavata l’immagine in questione. Aggiungevo che non era poi così strano il fenomeno, poiché la Serie Isonzo nasce in parte proprio sfruttando le immagini già stampate da Carlo Gariboldi e pubblicate ante guerra, come riferitomi peraltro da Luigi Gariboldi in persona e dal sig. Bertuzzi.

Una recente edizione della n. 65 - San Vito Martire
Una recente edizione della n. 65 – San Vito Martire

Al fine di completare il discorso, pertanto, con il presente post voglio mostrare altri casi in cui l’azienda milanese ha, con evidenza, utilizzato vecchie immagini fotolitografiche, edite dal fondatore Carlo Gariboldi, fra gli anni 20 e 30 del Novecento, per la sua più famosa serie di santini.

Il primo esempio è costituito dall’immagine n. 65 della serie, raffigurante San Vito Martire. L’attuale edizione è quella che vedete nell’immagine a sinistra.

Vi invito a osservare per bene la raffigurazione, per poi confrontarla con le altre che sto per indicare di seguito. Noterete naturalmente che vi sono delle piccole differenze che, tuttavia, non stravolgono quella che era la raffigurazione originaria.

Quella originaria risale agli anni 20 del Novecento – molti di voi, sono sicuro che hanno numerosi santini di quella serie e formato (fustellata con 6 incavi sui tre lati) – fu realizzata in fotolitografia e misura cm 59 x 10,3; dunque più o meno delle stesse dimensioni dei santini attuali. Accanto a quella potete osservare l’immagine corrispondente, nella prima edizione fustellata della serie.

L'immagine di San Vito nelle edizioni C.G. (anni 20) e Isonzo, prima edizione
L’immagine di San Vito nelle edizioni C.G. (anni 20) e Isonzo, prima edizione

Credo non vi sia bisogno di commentare nel dettaglio le due immagini.

Passiamo ora a un altro esempio. In questo caso, si tratta della raffigurazione della Risurrezione. L’immaginetta a sinistra fu stampata da Carlo Gariboldi alla fine degli anni 20, mentre quella a destra è l’immagine numero 205 della Serie Isonzo, nella prima edizione fustellata. Per motivi di spazio, evito di postare la stessa immagine, come appare attualmente, ma la conoscete benissimo, essendo fra quelle più comuni.

La Risurrezione. A destra l'immaginetta di Carlo Gariboldi. A sinistra l'edizione fustellata.
La Risurrezione. A destra l’immaginetta di Carlo Gariboldi. A sinistra l’edizione fustellata.

L’elenco, credetemi, è molto lungo e potrete divertirvi voi stessi a cercare le altre corrispondenze – come tutti sapete, la produzione di Carlo Gariboldi si riconosce dal duometto, solo o affiancato dalla sigla C.G. o C.G.M. -.

Vi posto un ultimo esempio. Si tratta dell’immagine intitolata La Domenica delle Palme, con la didascalia che recita: Gesù entra in Gerusalemme. Anche in questo caso, posto soltanto l’edizione di Carlo Gariboldi della fine degli anni 20, affiancata dalla prima edizione fustellata.

A sinistra l'immagine pubblicata da C.G.. A destra l'edizione fustellata della ED.G.MI
A sinistra l’immagine pubblicata da C.G.. A destra l’edizione fustellata della ED.G.MI

A questo punto vi lascio con il solito invito: aiutiamo tutti, dite anche voi la vostra opinione.Copyright (©) Tutti i diritti riservati

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