Falsi “involontari”

postato in: Curiosità, Generale | 4

Falso santinoChi pensava che il collezionismo filiconico fosse estraneo al fenomeno dei falsi, ovviamente ha dovuto ricredersi. Tuttavia, è opportuno fare delle precisazioni. Se per falsi intendiamo dei santini contraffatti, con il preciso scopo di venderli sul mercato come autentici, allora gli amici filiconici possono stare abbastanza tranquilli. A differenza che in altri settori del collezionismo – filatelia e numismatica in primisi casi di falsificazione nell’ambito della filiconia sono una percentuale davvero bassa.

Quanto detto, però, non significa che tutto ciò che viene venduto come originale e autentico lo sia realmente. Ho già parlato in altre occasioni delle riproduzioni.

Una riproduzione non è un falso, ma una copia identica all’originale. Si dirà: quale sarebbe la differenza con il falso? La differenza è data dal fatto che colui che realizza e mette sul mercato una riproduzione lo fa in maniera palese, senza nascondere fini secondari. Chi invece realizza un pezzo falso lo fa esclusivamente con intento doloso.

Chi vuole approfondire l’argomento può leggere anche QUESTO POST

In questo articolo, invece, voglio portare a conoscenza dei nostri amici un’altra tipologia di “falsi”, che potremmo definire “inconsapevoli”. Mi riferisco a quelle immaginette – e in circolazione se ne trovano tante – che qualcuno (anche lo stesso devoto) ha modificato, per i motivi più vari, escluso quello di raggirare il prossimo.

Come al solito, un esempio vale più di mille parole. Quella che vedete nella foto sopra a sinistra, è un’immaginetta il cui fondo, traforato a punzone, è stato realizzato da una autentica matrice nella seconda metà dell’Ottocento. Sono sicuro che qualche amico più esperto avrà già individuato un esemplare simile nella sua collezione.

In pratica lo stampatore realizzava questi fondi, sui quali venivano poi applicate le cromolitografie raffiguranti diversi soggetti (ne potete vedere nell’immagine sotto un esempio).

merlettato

Ma analizziamo meglio il nostro “falso inconsapevole”. Come ho già detto, se il fondo risale alla seconda metà del XIX secolo, non altrettanto possiamo dirlo per la figura applicata.

zoom Falso santino
particolare ingrandito

Quest’ultima è stata stampata negli anni 40-50 del Novecento e, a essere precisi, non è neppure un santino, ma un bollo chiudilettera, cioè una specie di francobollo usato per chiudere le buste da lettera, che pertanto non appartiene alla filiconia, ma alla erinnofilia.

È un’immaginetta falsa? Sì e no. Lo è, perché l’originale avrebbe dovuto avere applicata una cromolitografia. Non lo è, in quanto chi ha realizzato il simpatico collage lo ha fatto sicuramente per motivi personali e non certamente per ingannare sprovveduti collezionisti filiconici.

Se avete trovato il post di vostro interesse potete esprimere la vostra opinione postando un commento o semplicemente cliccando su MiPiace posto all’inizio dell’articolo.

Copyright (©) Tutti i diritti riservati

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

4 risposte

  1. Aurelio

    La devozione popolare può portre anche a queso, quindi è meglio essere preparati a riconoscere subito un pezzo “falso” quando lo si ha tra le mani e bisogna subit scegliere se acquistarlo o no. Immagino che in questo caso la “falsificazione” sia stata facilmente individuabile da parte di chi ha un po’ di esperienza

  2. sergio

    conosco l’argomento in campo filatelico. ove esistono i falsi d’epoca, realizzati per frodare le Poste (o Regie Poste) e i falsi più recenti, realizzati per fregare i filatelici.Chiaramente passando il tempo le tecniche si fanno sempre più raffinate e difficili da scoprire. Va infine tenuto presente che i falsi per Posta, su lettere affrancate hanno oggi sicuramente maggior valore rispetto l’imitato vero esemplare…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code