I calendarietti religiosi

Calendarietto del 1933 edito dalla Casa dell'Arte Cristiana di Milano
Calendarietto del 1933 edito dalla Casa dell’Arte Cristiana di Milano

Sono parenti prossimi dei santini – e sottolineo “santini” e non immaginette devozionali, come spiegherò fra breve – e generalmente hanno una struttura molto semplice: le immagini sacre stampate sulla copertina (prima e quarta) e il calendario nelle due pagine interne.

I calendarietti religiosi si inseriscono nell’ambito più generale della produzione di calendarietti tascabili, nati come mezzi pubblicitari e/o di informazione: dalla vendita di cioccolata a quella dei medicinali; dai dolciumi ai profumi. I più famosi, in ambito collezionistico sono certamente i più pruriginosi calendarietti da barbiere.

La loro funzione specifica era quella – uso il verbo al passato perché oggi non si usano quasi

Calendarietto del 1960 edito da AR - Ambrosiana di Milano
Calendarietto del 1967 edito da AR – Ambrosiana di Milano

più, sostituiti dai più efficienti smartphone –  di rappresentare una sorta di agendina, nella quale però non era necessario scrivere nulla, visto che per la maggior parte dei fruitori i giorni si dividevano in due categorie: quelli in cui si lavorava e quelli festivi.

In realtà, anche oggi è così, ma le nostre giornate sono molto più “complicate”.

Accennavo ai calendarietti da barbiere, nei quali trovavano posto varie tematiche, fra cui

le immagini di donnine nude, che andavano per la maggiore.

E forse fu anche per fare concorrenza a quest’ultima tipologia che nacquero i calendarietti religiosi, i quali, presentavano la duplice funzione di calendario, con i santi festeggiati dalla Chiesa giorno per giorno e con l’indicazione delle festività; e le immagini del santo, della Madonna o di Gesù, che dunque – come un santino – potevano essere portati addosso, nella borsa o nel portafogli, perché dessero la loro protezione fisica e costante.

Inutile dire che la produzione è molto varia: dai più semplici a 4 pagine a quelli più elaborati, a 12 pagine.

Fra quest’ultimi, voglio segnalarvi un calendario del soldato del 1941 – XIX anno dell’era fascista: un misto di sacro (l’immagine di Gesù, della Venerabile Maria de Mattias e del Beato Gaspare del Bufalo) e profano (nelle due pagine centrali, le foto in primo piano di Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini).

La prima (Ecce Homo) e la quarta di copertina (B. Gspare del Bufalo) del Calendario del Soldato (1941)
La prima (Ecce Homo) e la quarta di copertina (B. Gspare del Bufalo) del Calendario del Soldato (1941)
Le due pagine centrali con le foto del Re e del Duce
Le due pagine centrali con le foto del Re e del Duce

Vengono indicate le feste religiose, quelle nazionali e quelle militari, oltre alle tariffe postali. E naturalmente l’immancabile preghiera del soldato e un elenco di 4 “consigli”, fra cui quello di riconoscere le grandi doti del Duce d’Italia.

Calendarietto edito dai Salesiani di Bologna nel 1949
Calendarietto edito dai Salesiani di Bologna nel 1949
Le pagine interne con il calendario dei santi
Le pagine interne con il calendario dei santi

Per il momento concludo qui, ma se l’argomento vi interessa, ci sarà modo per pubblicare immagini e curiosità sulle varie tipologie.

Un’ultima nota: oggi si possono ancora reperire abbastanza facilmente e a prezzi abbordabilissimi, che vanno dai 2,00 agli 8,00 Euro, anche quelli della prima metà del Novecento. Rari, e naturalmente più costosi,  invece quelli più antichi.

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2 risposte

  1. Pietro Paglia

    Ho un calendarietto santino del 1936 ( Giovanni Russo , Napoli ) , il quale corrisponde all’anno in corso , non solo per le festività ( Pasqua 12 aprile ) , ma anche per le disgrazie ( oggi guerra al coronavirus , in quell’anno guerra d’Etiopia ).Quando si dice corsi e ricorsi storici ! Pietro P.

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