I dispersi della “battaglia dei giganti”

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«Legionari! Un grande onore e un sommo privilegio vi attendono […] L’onore e il privilegio di partecipare ad una autentica battaglia di giganti […] Nemmeno il più lontano dubbio ci sfiora circa l’esito di questa immane battaglia: noi vinceremo. Vinceremo perché la storia dice che i popoli i quali rappresentano le idee del passato devono perdere dinanzi ai popoli che rappresentano le idee dell’avvenire»

La frase è tratta dal discorso pronunciato da Mussolini alle truppe in partenza per il fronte orientale. Sappiamo come andò a finire. In Russia i nostri soldati persero contro i giganti. Dei 229.000 soldati, fra quelli del CSIR e dell’ARMIR, ben 75.000 morirono di stenti, uccisi dal fuoco nemico e soprattutto dal freddo glaciale, contro il quale le “scarpe di cartone” del loro equipaggiamento nulla poterono.

Alcuni gruppi furono catturati e portati nei campi di prigionia sparsi per il mondo, altri riuscirono a tornare alle proprie famiglie (si parla di 10.000 soldati), molti risultarono dispersi e di loro non si seppe più nulla.

Qualche giorno fa, ha catturato la mia attenzione un santino di quelli che passa spesso inosservato: sul recto l’immagine stampata in offset dell’Immacolata all’interno dell’iniziale “O” della didascalia: “Orta est stella ex Jacob”.

Ma come accade spesso, è il verso molto più interessante, sul quale vi è stampata una PREGHIERA composta per i dispersi in Russia. Il testo porta la data 13 luglio 1947, a guerra ormai conclusa.

La preghiera è rivolta alla Vergine da parte dei “congiunti dei Dispersi in Russia, perché protegga «i nostri cari languenti nelle steppe sconfinate e tra i ghiacci della Siberia» e faccia in modo che essi possano ritornare e «baciare le canute teste materne e abbracciare le spose, le sorelle, i fratelli, i teneri figlioli». Una preghiera di speranza.

Leggendo il testo – che potete leggere integralmente cliccando sulla foto sopra – al caldo, mentre fuori fa molto freddo (in questi giorni l’Italia è percorsa dal gelo) facevo una riflessione: sarà mia ignoranza, ma non mi pare che di questi nostri italiani si parli molto. Qual è stata la loro colpa per meritare di essere dimenticati? Forse l’esser stati mandati a morte certa da una decisione scellerata?

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