La morte è uguale per tutti, la tomba no.

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Sarà poi vero che la morte è uguale per tutti?

Certo, come recita un vecchio detto in uso dalle mie parti (ma penso anche dalle vostre), “prima o poi tutti lì dobbiamo andare“, che poi non è altro che una forma più popolare della celebre massima, tratta dal libro del Siracide, “Hodie mihi, cras tibi” (oggi a me, domani a te!).

Quel luogo, apparentemente indeterminato, che la saggezza popolare indica con un generico ““, non si riferisce all’aldilà, ma in realtà sta a indicare il più terreno cimitero.

Ebbene, il principio che tutti avessero diritto a ricevere una degna sepoltura è piuttosto recente e non si deve a un’autorità religiosa, bensì a Napoleone Bonaparte che con l’Editto di Saint-Cloud del 1804, stabilì che i cadaveri dovevano essere seppelliti in cimiteri lontani dai centri abitati, per motivi di natura igienica, e che tutti dovevano avere la medesima lapide.

Prima di allora, soltanto i personaggi illustri, i nobili e facoltosi cittadini potevano permettersi di essere seppelliti nelle chiese – magari vicino a una reliquia importante che ne proteggesse l’anima – o in tombe costruite nelle proprietà degli stessi. Agli altri toccavano le fosse comuni.

Oggi non è cambiato molto, se ci pensiamo bene. Chi non può permettersi di realizzare la tomba di famiglia, pagando cifre che in alcuni casi raggiungono diverse migliaia di euro, deve accontentarsi di un “posto al sole”, ovvero nella migliore ipotesi di striminziti loculi comunali, se non di finire nella nuda terra, in barba al “diritto al sepolcro” studiato nelle facoltà di Giurisprudenza.

Credo che questa bellissima cromolitografia tedesca di fine 800, riassuma perfettamente quanto detto sopra. Se notate bene, in primo piano vi sono dei teschi identici appartenuti a diversi soggetti: papi, re, guerrieri, ricchi, poveri, contadini, etc., a voler sottolineare che tutti, ricchi e poveri, potenti e umili, avranno la stessa identica fine. Tuttavia, nella parte inferiore dell’immagine, si possono notare diverse tipologie di tombe, alcune grandiose, altre umili.

Insomma, se è vero che tutti lì dobbiamo andare, è anche vero che alcuni ci vanno meglio.

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