La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento…

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Chiese viaggianti rProseguo con l’osservazione del lato B delle nostre immaginette, ponendo al centro della vostra attenzione un santino molto particolare, stampato negli anni Trenta del secolo scorso, monocromatico in seppia.

Se il recto ci presenta una bellissima, e comunissima, immagine dell’Ecce Homo, il suo verso è invece destinato a pubblicizzare le Motonavi Saturnia e Vulcania, di proprietà della Società  Cosulich di Trieste. Il pretesto per questa particolare reclame è dato dalle cappelle di cui le due grandi navi erano provviste a bordo, tanto da far parlare di “Chiese viaggianti“.

Leggiamo nel testo immediatamente sotto la piccola foto dell’interno della cappella

L’elegante Cappella delle motonavi “SATURNIA” e “VULCANIA” della Società Cosulich di Trieste, adibite al servizio espresso Nord America…

Queste due navi furono varate rispettivamente nell’anno 1925, la prima, e nel 1926 l’altra. Erano navi passeggeri, destinate cioè al trasporto delle persone che volevano raggiungere l’America del Nord.

Inutile sottolineare che, in quegli anni, gli italiani non si recavano negli Stati Uniti per turismo, per piacere, in viaggio premio o per studio, bensì per cercare fortuna e dare un futuro diverso alle proprie famiglie. Si calcola che, alla fine degli anni 20 del Novecento, gli italiani emigrati all’estero superassero i 10 milioni, dei quali circa 8 milioni avevano raggiunto le Americhe (sia il Nord America che l’America Latina).

Ebbene, non penserete che tutti i nostri cari emigranti avessero le possibilità economiche di viaggiare in navi come la Saturnia e la Vulcania, due fiori all’occhiello dei cantieri navali italiani?

Moltissimi, forse la maggior parte di loro, dovettero accontentarsi di viaggiare su navi molto meno attrezzate, dove non solo non c’erano cappelle dove andare a pregare, ma era già un miracolo se si riuscisse a trovare un posto comodo, dove potersi sistemare in maniera dignitosa (soprattutto sul piano dell’igiene).

Agli inizi del 900 il fenomeno dell’emigrazione esplose notevolmente, creando inevitabilmente un grande business: i nostri antenati (alzi la mano chi non ha avuto in famiglia un emigrato!) viaggiavano stipati come animali.

Eppure, il governo italiano aveva tentato quasi subito di porre rimedio, con una legge  (la prima Legge sull’Emigrazione porta la data del 31 gennaio 1901) che dettava regole specifiche in materia di igiene, sicurezza e sistemazione dei passeggeri.

Chiese viaggianti v

Tornando al nostro santino, esso veniva distribuito come un qualsiasi volantino pubblicitario, nel quale tuttavia non si trascurava di precisare che nelle suddette cappelle

…per speciale concessione del Sommo Pontefice viene conservato perennemente il SS. Sacramento…

Non solo. Come ogni chiesa che si rispetti, anche queste potevano contare sulla presenza di un Sacerdote. E tanto per convincere i soliti diffidenti, i due cappellani si potevano vedere anche in foto. Infatti

…Nei tondi i due cappellani Rev. dott. Luigi Florida… e Rev. Luigi Ridolfi, cui è affidata la cura d’anime sulle due grandi navi.

Insomma, quello che si annunciava come il viaggio del destino, in queste navi poteva essere affrontato come una gita di piacere, anche spirituale.

Ovviamente, questi santini-pubblicitari non erano certo quelli che i poveri emigranti portavano con sé durante il lungo viaggio. Avevano con loro i santini dei loro cari protettori, come quelli venerati nei loro paesi di origine.

Ma questa è un’altra storia…

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  1. agostino

    Grazie Biagio, di un’altra pagina di cronistoria di questa tipologia di santini, che non
    conoscevo. Molto interessante e istruttivo anche a livello spirituale.

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