La storia dell’immaginetta devozionale in Europa in conferenza a Parigi

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A distanza di circa un anno da quando vi ho annunciato l’evento, finalmente nei giorni scorsi – 21 e 22 novembre – si è tenuta la tanto attesa (per me s’intende) conferenza internazionale ” Précieux souvenirs – Histoire de l’imagerie de devotion en Europe“.

Organizzato dalla Bibliothèque du Saulchoir, in collaborazione con l’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, sotto la direzione del prof. Dominique Lerch, dell’Université de Verseilles-Saint-Quentin-en-Yvelines e la preziosa supervisione della dott.ssa Isabelle Séruzier, l’evento ha visto la partecipazione di circa trenta esperti, fra studiosi e collezionisti, di iconografia devozionale provenienti da diversi paesi europei.

Il sottoscritto, per l’Italia, ha trattato il seguente argomento: “De l’usage de l’image de dévotion en Italie au XX siècle. Propagande politique e campagnes militaires, les «santini militari»”. Gli amici collezionisti conoscono bene la tipologia e, quelli che mi conoscono da un po’ di tempo, sanno anche che mi è molto cara.

La Salle Dumont della Bibliothèque du Saulchoir, davvero molto gremita, ha apprezzato molto il mio intervento – consentitemi, per una volta, un momento di autocelebrazione. Ciò non tanto perché hanno scoperto l’interessante tipologia dei santini militari – peraltro diffusa anche in Francia – quanto per la peculiarità che essa ha avuto nel nostro Paese. Purtroppo (per la storia dell’Italia) o per fortuna (per la produzione iconografica) l’Italia ha conosciuto il fascismo.

I cosiddetti “santini fascisti” hanno attirato l’attenzione dei congressisti, e non poteva essere altrimenti. D’altra parte, Mussolini – ahimè! – lo abbiamo avuto soltanto noi!

Il giorno successivo, il convegno si è spostato, e concluso, in rue Alfred de Vigny, presso la sede della Fondation Simone et Cino Del Duca – in una cornice davvero mozzafiato.

Che dire: un’esperienza straordinaria! Voglio approfittare per ringraziare pubblicamente Isabelle Séruzier e Dominique Lerch, persone eccezionali, non soltanto dal punto di vista culturale.

un canivet della collezione custodita dalla Bibliothèque du Saulchoir

Un dato importante è emerso da questo evento, al di là delle varie tematiche trattate dai relatori, ovvero che l’arte devozionale sta acquisendo sempre una maggiore importanza e considerazione nell’ambito dell’arte e della cultura in generale. Insomma, lo dico con orgoglio, credo che noi filiconici non siamo più figli di un’arte minore.

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6 Responses

  1. Giancarlo De Leo

    Congratulazioni meritate, Biagio e sempre grazie per i post (sempre molto interessanti) che pubblichi a nostro beneficio!!!

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