Letture immorali

pubblicato in: Bibliofilia | 3

C’era una volta l‘Indice dei libri proibiti, nel quale la Chiesa elencava tutte le pubblicazioni considerate contrarie alla fede e alla moralità. A partire dal Pontificato di Paolo IV – erano i tempi del Concilio di Trento – tutti i libri dovevano passare la censura della Chiesa, che ne giudicava la libera pubblicazione oppure la condanna.

L’ultimo titolo che finirà nell’elenco dell’ultimo Indice è Vita di Gesù, di Steinmann, pubblicato nel 1961, ma già dal 1917 la mannaia della Chiesa contro i libri considerati eretici aveva perso il suo vigore, grazie anche allo scioglimento della Congregazione dell’Indice.

Tuttavia, l’occhio delle Autorità Ecclesiastiche rimase sempre vigile, non solo sui libri, ma anche sui periodici.

Un opuscolo, pubblicato a Catania, nell’estate del 1949, dalla S.A.S. – Società Apostolato Stampa, dal titolo Indicatore della stampa periodica italiana contiene l’elenco dei periodici pubblicati in Italia fra Luglio e Agosto di quell’anno.

Nelle avvertenze si chiarisce che le riviste in questione sono state sottoposte alla valutazione sulla moralità. A ciascuna pubblicazione è stato attribuito un diverso grado:
C = Consigliabile, ovvero perfettamente rispondente alla morale cattolica;
L = Leggibile, cioè che si può leggere senza particolari rischi;
Ct = Con cautela, da leggere con particolare attenzione e comunque soltanto da persone mature;
E = Esclusa, nel senso che nessuno la può/deve leggere, in quanto “nociva ad ogni genere di persone”.

La domanda sorge spontanea: chi faceva la valutazione e con quali criteri? Penso che la risposta sia scontata.

Ma cerchiamo di capire meglio con qualche esempio.

La lettura a giornali come Avvenire d’Italia, Famiglia Cristiana e Civiltà Cattolica era consigliatissima; la Domenica del Corriere, il Corriere dei Piccoli e l’Enciclopedia Medica richiedevano una certa cautela: guardare, per esempio, nell’Enciclopedia il corpo umano senza vestiti poteva turbare qualche mente troppo giovane e poco preparata.

Vietatissime erano le letture di riviste come l’Europeo, Panorama, Intrepido o – Dio ce ne scansi – la rivista Psicologia Sessuale: nocive a ogni genere di persone.

Mi chiedo quale sacrificio dovevano fare i censori ecclesiastici, non solo a valutare, quanto a leggere e a guardare immagini segnate dal demonio.

Alla fine dell’opuscolo, l’ultimo capitolo consigliava dei periodici che potevano leggere tutti senza correre alcun rischio.

Ma il mondo va avanti e la società si evolve, per cui oggi la rivista Panorama può essere letta senza problemi anche dai cattolici. Almeno credo. Forse. E comunque se leggete Famiglia Cristiana o l’Osservatore Romano, senza dubbio, non correte alcun rischio.

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3 Responses

  1. Gian Piero Pacini

    Erano i tempi in cui di Madonne piangenti ve ne erano a bizzeffe; i cinema parrocchiali proiettavano film dove non vi erano immagini peccaminiose come i baci; e i fedeli non potevano iscriversi al partito comunista pena la scomunica. Il condizionamento psicologico è un metodo di antica pratica ed ancor oggi efficacissimo ancorchè praticato con mezzi offerti dalla scienza e dalla tecniologia. Il fine resta il medesimo: condizionare le menti a fini di potere. In questo concetto, dovrebberio spiegarmi cosa ci sia di religioso o meglio di appartente alla teosofia del cattolicesimo apostolico romano.

  2. angela rotundo

    Infatti venivano censite tante cose dalla Chiesa ma purtroppo non si faceva niente anzi non se ne poteva parlare dei preti pedofili articolo molto interessante grazie

  3. angelo.50

    Dove c’è tanto bene, il diavolo ci mette anche tanto male, per screditare la Chiesa e corrompere le menti. Per le letture consiglierei anche la rivista “Frate indovino – Mensile di cultura religiosa e popolare.

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