Parola d’ordine: che cosa farebbe Gesù al mio posto?

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C’è un aspetto dell’iconografia religiosa popolare che non si può trascurare se si vuol comprendere bene lo sviluppo e la diffusione delle immaginette religiose ed è quello della propaganda.

Nel corso dei secoli tale funzione ha mano a mano assunto caratteristiche differenti. Se fra i secoli XVI e XVIII, è l’immagine – cioè la raffigurazione –  ad avere un ruolo dominante, a partire dalla prima metà del XIX secolo la comunicazione religiosa utilizza brevi testi, come le didascalie, le massime, le sentenze, fino a sostituire le figure medesime.

Nel Novecento il santino viene utilizzato come mezzo di divulgazione catechetica e il testo diventa preponderante sull’immagine. Un’immaginetta edita negli anni Trenta dalle Arti Grafiche Goretti di Sesto San Giovanni, dimostra come era cambiata la propaganda cattolica.

Quella che potete osservare è appunto una pagellina di propaganda: sul recto l’immagine di Gesù Crocifisso reca la seguente discalia: UN BACIO A GESÙ – IN RIPARAZIONE A QUELLO DI GIUDA – E ALLE OFFESE DELLA BESTEMMIA.

All’interno della pagellina abbiamo solo testo. Da un lato si spiega come ottenere il “Biglietto d’ingresso al Paradiso“, ovvero facendo la Comunione al “primo venerdi di ogni mese“, mentre nella terza pagina un piccolo calendario consente di segnare mese per mese tale sacro adempimento.

L’ultima pagina elenca invece le “Norme di Vita Cristiana“. Cosa si deve fare per essere o diventare un perfetto cristiano?

E se queste norme vi sembrano molto pesanti e difficili da applicare, leggete cosa ha preparato una suora per una sua allieva in prossimità delle vacanze estive nell’anno 1944.

Ecco come la “malcapitata” dovrà trascorrere le sue giornate.

La giovinetta dovrà seguire alcune semplici regole, a seconda del suo rapporto con Dio, con il prossimo o con se stessa. Scopriamo così che la preghiera dev’essere un impegno quotidiano. E che impegno! Praticamente doveva trascorrere gran parte della giornata pregando.

I rapporti con il prossimo lasciano trasparire un’intento educativo tipico dell’epoca: obbedienza ai genitori, riservatezza, prudenza nella scelta delle compagnie, ma soprattutto bontà e gentilezza “con uguali ed inferiori“.

Due infine le regole da applicare con se stessa:

1 – Decoro e modestia cristiana nell’abbigliamento: in casa e fuori;
2 – Astenersi da letture e divertimenti pericolosi.

Da far leggere alle ragazze di oggi.

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