Benito Mussolini (29 luglio 1883 – 28 aprile 1945)

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Il luttino di Mussolini con la firma della moglie Rachele
Il luttino di Mussolini con la firma della moglie Rachele

Il 28 aprile di quest’anno è stato, per alcuni, un anniversario importante: settant’anni dalla morte di Benito Mussolini.

Evito, come ho sempre fatto in questi casi, ogni commento e valutazione di natura politica – ognuno ha le sue idee – così come starò attento a non lasciarmi andare a disquisizioni di natura storica. I miei pochi lettori sapranno rivolgersi ad altre autorevoli fonti se vorranno approfondire la loro conoscenza sui fatti che avvennero settant’anni fa. Soprattutto, non è questa la sede per discutere su come il duce morì e per mano di chi.

Quello che sto per presentarvi è un’immaginetta che ricorda – seppure “col senno di poi” – quei fatti, ovviamente dalla parte di chi si è considerato una vittima degli stessi.

Di luttini commemorativi della morte di Benito Mussolini ne sono stati stampati diversi, di solito su commissione di vecchi fascisti o di cosiddetti nostalgici del duce. Ma questo che vedete mi è sembrato tra i più interessanti per un particolare: la firma della moglie, Rachele.

Ciò che rende l’immaginetta più interessante dal punto di vista filiconico non è tanto la firma della

il testo scritto sul luttino
il testo scritto sul luttino

moglie di per sé, quanto il fatto che – nel caso fosse autentica – potrebbe essere la prova che il luttino in questione sia stato il primo, commissionato forse personalmente da Rachele Mussolini.

Il testo, che non nasconde il tono celebrativo del personaggio, esprime a chiare lettere il pensiero di chi gli è stato fedele, come moglie o come uomo che ne ha condiviso la storia e le scelte.

Tradito dai venduti allo straniero
dai vili che non conobbero il dovere
dai disonesti privi di onore.

Ucciso da chi temendo
l’inesorabile giustizia
volle continuare ad assicurarsi
la libertà personale
sacrificando quella della patria intera.

Ribadisco e sottolineo quanto già detto sopra: il presente sito ha lo scopo esclusivo – e forse la presunzione –  di far conoscere  tutta la produzione filiconica, anche di quella il cui contenuto, iconografico e/o testuale, può apparire agli occhi di qualcuno piuttosto discutibile.

Ognuno farà le proprie valutazioni. La filiconia – come la filatelia, la numismatica e altri rami del collezionismo – è anche testimonianza di vicende che possono contribuire a comprendere meglio la storia.

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3 risposte

  1. BARCAROLI EDMONDO

    Biagio, ho letto con molto interesse l’articolo riguardante il “Luttino” di Benito Mussolini dove hai ribadito il concetto della Filiconia che esula effettivamente dalla politica (comunque ognuno la pensi) e che si rivolge al fatto storico ed al ricordo della persona defunta.
    Personalmente, anche se non le colleziono, non avevo mai veduto un suo luttino ricordo ma solamente foto e cartoline mentre possiedo il Luttino di Re Vittorio Emanuele III, fatto stampare dall’Unione Monarchica, a seguito della sua morte avvenuta ad Alessandria d’Egitto (inserito nella collezione che è esposta nella Mostra in corso (9 e 10 maggio 2015) nel Museo di Piana delle Orme a Borgo Faiti di Latina.

  2. Mario Tasca

    Interessante:ci mancherebbe che qualcuno si lamentasse e trovasse discutibile questa testimonianza! Lasciamolo fare a ….quelli dell’ISIS!!

  3. rotundo angela

    L’articolo mi è piaciuto molto, pur non essendo una grande appassionata di luttini anche se sono firmati da grandi personaggi

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