Curiosità dal popolo dei santi protettori

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Santa Blandina in una cromolitografia belga di fine Ottocento
Santa Blandina in una cromolitografia belga di fine Ottocento

Lo sappiamo bene: c’è un santo protettore per ogni categoria di persone, siano essi ammalati, professionisti o lavoratori di ogni genere; ma anche soggetti che si trovino in situazioni particolari, per non dire molto strane.

Per esempio, a quanti di voi è capitato di trovarsi prigionieri di coccodrilli? So che per tanti di noi che ce ne stiamo comodamente seduti alla scrivania del nostro studio è molto difficile – diciamo pure impossibile – trovarsi in una situazione simile. Ma nella vita tutto può succedere.

Ebbene, sappiate che se vi dovesse capitare (o ricapitare) potrete affidarvi a San Geremia Profeta. Sembra, infatti, che il santo in questione fosse stato uno iettatore di quelli incalliti e che parlasse sempre di sciagure, lamentandosi di continuo e piagnucolando. Come un coccodrillo. Forse per analogia dei suoi lamenti alle “lacrime di coccodrillo” fu eletto protettore per la liberazione dai coccodrilli.

Ma cambiamo argomento. Se, come abbiamo detto, è difficile dover ricorrere all’intervento di un santo per salvarsi dai coccodrilli, forse non lo è altrettanto trovarsi nella situazione di difendersi in un tribunale, in quanto accusati – ingiustamente si sa – di cannibalismo. Ecco, in un caso come questo, qualora non doveste nutrire grande fiducia nella giustizia italiana, ricordate che potreste chiedere l’intervento di Santa Blandina.

Perché questa santa martire – torturata in vari modi, fra cui l’essere buttata innanzi a un toro inferocito che la infilzò lanciandola in aria e altri dolci supplizi – sia diventata la protettrice delle persone accusate di cannibalismo, sinceramente non so rispondere.

Una cosa è certa: chi ha scelto il protettore, spesso, ha fatto evidentemente ricorso alla propria fantasia. Sapete che Santa Lucia di Siracusa è, fra l’altro, anche la protettrice degli elettricisti? A meno che non vi sia una spiegazione più valida, presumo che la decisione sia dovuta al nome stesso della santa che deriva dal latino “lux”, ovvero luce (da cui la grande festa della luce celebrata nei paesi del Nord-Europa). Poco importa se, nel caso degli elettricisti, si tratti di luce… elettrica.

Non vorrei sembrare irriverente a qualcuno ma, da appassionato quale sono, trovo che questo argomento sia fra i più interessanti. Capisco, per esempio, perché San Disma (il Buon Ladrone crocifisso accanto a Gesù sul Golgota) sia stato eletto “protettore dei ladri”, non comprendo altrettanto perché lo sia anche degli antiquari.

Di curiosità il tema in questione ne offre davvero tante. Sapete chi sono i protettori dei becchini? Io ne ho individuati tre:  Sant’Antonio Abate, San Giuseppe d’Arimatea e San Lazzaro di Betania.

Cromolitografia italiana di inizio Novecento
Cromolitografia italiana di inizio Novecento

C’è una curiosa coincidenza che accomuna questi tre santi: tutti vengono festeggiati il giorno 17 del mese. Rispettivamente, il 17 gennaio (S. Antonio), il 17 marzo (San Giuseppe d’Arimatea) e il 17 dicembre (S. Lazzaro). Evito ogni battuta sul numero 17 e sulla sua triste fama.

E che dire di Sant’Onorato di Amiens (in francese Saint’Honoré) protettore dei pasticcieri? Chi non conosce la celebre torta saint honoré?

Se poi spostiamo l’attenzione altrove, scopriamo che San Cristoforo è, con ragione, protettore degli automobilisti. Ma non di quelli romani, che invece si affidano a Santa Francesca Romana. Vacci a capire!

Quello delle “specializzazioni” dei vari protettori sarebbe un campo da approfondire senz’altro. Come molti sanno, per dirne una, in caso di perdita di oggetti, il primo santo da tenere in considerazione è Sant’Antonio da Padova. Ma possono aiutarci a ritrovare i nostri oggetti smarriti  anche Sant’Elena Imperatrice e San Giuliano di Briounde. Tuttavia, se volete ritrovare le vostre chiavi di casa, allora è consigliabile che vi rivolgiate a Santa Zita, specializzata proprio nel ritrovamento di questo particolare oggetto domestico.

Offset,k serie Isonzo Egim
Offset, n. 17 serie Isonzo Egim

Potrei continuare ancora per molto, ma non voglio annoiare nessuno. Mi piace considerare questo mio spazio come l’occasione per riflettere su alcuni temi che appartengono alla storia dell’iconografia devozionale.

Concludo, dunque, con una domanda: avete mai sentito parlare dei Lavoratori e appaltatori delle Imposte di Consumo d’Italia? Io no. Ma – poteva essere altrimenti? – hanno come protettore San Matteo Apostolo.

Cromolitografia italiana di fine Ottocento
Cromolitografia italiana di fine Ottocento

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