Dal pannolino alla fodera interna della cassa. I santini-reliquia.

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ex indumentis BoscoSe collezionare, e soprattutto comprare, reliquie di Prima Classe può comportare qualche problema sotto il profilo legale e/o ecclesiastico e spirituale (leggi QUI per approfondire), nessuna questione si pone con riferimento ai cosiddetti Santini-Reliquia.

Con tale definizione intendiamo riferirci a dei veri e propri santini che, rispetto a quelli comuni, presentano un elemento in più, caratterizzato da una piccolissima reliquia del santo raffigurato. Questa reliquia è in genere un minuscolo pezzettino di stoffa che viene applicato sull’immaginetta.

Le reliquie allegate a questi santini possono appartenere a tre differenti categorie (classi):

  1. ex indumentis (reliquie di Seconda Classe);
  2. oggetti che sono stati a contatto con reliquie di Prima Classe (reliquie di Terza Classe);
  3. oggetti che sono stati a contatto con reliquie di Seconda Classe (reliquie di Quarta Classe).

Le reliquie ex indumentis (lett. dagli indumenti) principalmente si riferiscono ai pezzetti di tessuto estratti direttamente dai vestiti indossati dal santo, mentre egli era in vita.

Sono, come già specificato, considerate dalla Chiesa reliquie di Seconda Classe.

ex indumentis Ven. Sanna

Ma  ex indumentis possono riguardare anche i pezzetti di tessuto, estratte da indumenti, che sono stati sì a contatto con il corpo del santo, ma quando era già morto. In tal caso, la reliquia degrada alla Terza Classe.

Sono della stessa categoria le cosiddette ex linteis ovvero pezzettini di tessuto venuti a contatto con i resti mortali del santo (ossa, pelle, etc.). Potremmo definirli una species degli ex indumentis.

Appartiene a quest’ultima categoria, per esempio, il cosiddetto Pannolino di S. Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei Barnabiti e delle Angeliche. Nonostante il curioso, e infelice, termine faccia pensare ad altro, nel caso specifico si tratta semplicemente di un pezzettino di stoffa che è stato a contatto con le ossa del santo.

pannolino

Una tipologia particolare è rappresentata dagli ex capsa, reliquie costituite da piccole parti della cassa nella quale è stato seppellito il santo. Di seguito un santino ex capsa della Serva di Dio Maria Mazzarello

ex capsa Mazzarello

Curioso appare senza dubbio questo santino-reliquia, ex capsa, contenente un pezzetto della fodera interna della Cassa del Beato Giuseppe Cottolengo

Fodero cassa Cottolengo

Se gli ex indumentis su carta in generale risalgono almeno al XVII secolo, per quanto riguarda i santini-reliquia gli esemplari più datati probabilmente cominciano a diffondersi negli ultimi decenni del XIX secolo. La struttura del “reliquiario” è sempre la stessa: la reliquia è applicata alla carta mediante un filo serico, mentre il sigillo è impresso su un pezzo di carta, anch’esso incollato sull’immaginetta.

In seguito, il sigillo non verrà più impresso dal timbro a secco ma sarà sostituito da un talloncino adesivo con l’immagine del sigillo dell’ordine di appartenenza del postulatore.

Di seguito alcuni esempi di sigilli

Sigillo 1Sigillo 2

 Sigillo 3Sigillo 4

Concludo – ma come al solito, il discorso sarebbe molto più lungo e complesso –  con un santino-reliquia realizzato privatamente da mano devota belga, risalente alla prima metà del Novecento. Contiene un pezzetto di tessuto che è stato a contatto con le ossa di Santa Teresa del Bambino Gesù

reliquia S. Teresa B.G.

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