Eia eia alalà, sorelle! Le suore cattofasciste del regime.

Che fra la Chiesa cattolica e il regime fascista vi fosse una certa “vicinanza” credo non sia un segreto per nessuno. Devoti a parte, la storia testimonia di cardinali, vescovi e sacerdoti che abbracciarono l’ideologia fascista, contribuendo a diffonderne il “credo” fra i cattolici.

Chi volesse approfondire l’argomento, può leggere il mio libro Il fascio e la croce – viaggio nell’iconografia religiosa fascista, Formamentis editore, Bolzano.

La mia ricerca dimostra, attraverso documenti iconografici come il regime seppe approfittare della forza religiosa delle immagini devozionali a fini propagandistici. E ci riuscì alla grande.

Devo riconoscerlo, in tanti anni di ricerca, non mi era mai capitato i trovare un’immaginetta – nel caso specifico un calendarietto religioso fascista – datato 1935 ed edito da Sansaini di Roma, il cui soggetto è una suora. Fascista appunto, con tanto di medaglie appese al petto.

Immagine a parte, credo che la parte più interessante sia il testo, che vi riporto integralmente

«Scolpite nella mente e nel cuore le parole del Duce che ascoltammo, ci animino di coraggio e di forza nuova per perseverare nel diuturno nostro lavoro!»

Che dire: con l’aiuto di Dio – pardon, del Duce – tutto si fa!

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