La Madonna di Stalingrado

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La chiesa della Memoria di Berlino in un francobollo
La chiesa della Memoria di Berlino in un francobollo

La Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche (Chiesa commemorativa dell’Imperatore Guglielmo) è un luogo di culto situato nel quartiere Charlottenburg di Berlino, oggi la sua parte più elegante e cosmopolita.

Conosciuta più semplicemente come Chiesa della Memoria, fu costruita tra il 1891 e il 1895 per volontà di Guglielmo II in memoria del nonno Guglielmo I, fondatore dell’Impero tedesco. La struttura in origine era un monumento di straordinaria grandezza ma nel 1943 subì gravi danni durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Anni dopo l’architetto Egon Eiermann avanzò un progetto di costruzione per una nuova chiesa e l’idea di abbattimento del vecchio rudere ma le proteste di gran parte della popolazione berlinese, lo fecero desistere da questo suo proposito.

Alla fine si raggiunse un compromesso. I ruderi non furono abbattuti ma considerati un elemento importante da salvaguardare e incorporati nella nuova costruzione, oggi simbolo commemorativo della guerra, dove il vecchio persiste e fa da completamento e ricordo a quel nuovo che prende vita fra ampie vetrate blu unite fra loro a nido d’ape che danno all’edificio un’illuminazione interna ed esterna spettacolare.

Ed è proprio da questa chiesa berlinese che arriva l’immagine che oggi proponiamo ai nostri lettori, il cui originale (90×120 cm) è appeso su una parete interna, ma molte copie di esso si trovano in altre chiese d’Europa.

Madonna Stalingrado
Il santino che riproduce il disegno originale

Il santino riproduce un disegno che fu eseguito durante la Seconda Guerra Mondiale, sul retro di una carta geografica militare dal pastore protestante, ufficiale medico Kurt Reuber, artista talentuoso, per celebrare la vigilia di Natale del 1942. In esso è rappresentata la Vergine Maria con il Bambino Gesù e ricorda per la sua fattura stilistica e compositiva le Madonne italiane del ‘400.

Ciò che traspare da questo disegno, realizzato a carboncino con tratti frettolosi, è il desiderio di protezione. Maria è raffigurata avvolta in un mantello mentre stringe a sé il Bambino Gesù facendogli scudo con il suo corpo come per difenderlo. A destra le parole: Licht, Leben, Liebe (“Luce, vita, amore”); a sinistra: Weihnachten im Kessel 1942 (“Natale nella sacca 1942”), e sotto Festung Stalingrad (“Fortezza di Stalingrado”). Kessel (sacca), è un termine tedesco e sta a indicare un’area accerchiata da truppe.

Reuber appese il disegno nel suo bunker (trasformato quasi in un piccolo santuario), su un muretto di fango mettendolo a disposizione dei soldati che davanti a questa immagine pregarono affinché la guerra finisse velocemente per riabbracciare i propri cari lasciati a migliaia di chilometri di distanza.

In quel disegno, come nella piccola fedele riproduzione, la Madonna di Stalingrado colpisce l’osservatore non tanto per le espressioni dei volti, né per le parole -significative e semplici nello stesso tempo – vergate dall’ufficiale in quei drammatici momenti, quanto per il mantello avvolto attorno al capo e al corpo della Vergine.

Un mantello ampio e pesante, un mantello caldo nel quale il freddo pungente di Stalingrado non doveva e non poteva insinuarsi.
Quel mantello rappresenta il disperato desiderio di calore dei soldati, dei feriti che, a più di venti gradi sottozero, senza cibo, senza medicine, si aggrappavano disperatamente alla vita, andando con il pensiero alle loro case, ai loro familiari, che non sapevano quando e se avrebbero potuto rivedere.

Catturato dai Sovietici nel gennaio 1943, il Dottor Kurt Reuber morì all’interno del campo di concentramento per ufficiali di Jelabuga il 20 gennaio 1944, dopo che un’epidemia di tifo si era diffusa tra i prigionieri tedeschi, ma il suo disegno fu fatto pervenire fortunosamente alla famiglia.

In troppi hanno perduto la vita nel corso di una Storia con l’esse maiuscola che molte volte si è fatta piccola piccola arrivando perfino ad annullare la dignità dell’uomo. Ed è di questi tempi, in cui il buio, il freddo e l’alone macabro della guerra sembrano stagliarsi su orizzonti non troppo lontani da noi, che dobbiamo impedire ogni rischio di rimozione di tante esperienze sconvolgenti che l’uomo ha vissuto nel passato per prevenire ogni pericolo di riproduzione di quei fenomeni che oltraggiano la vita.

Chiesa della Memoria - Berlino

È come se da questo disegno si sprigionasse una luce corposa che non si adagia sugli occhi, ma li penetra rendendo cangianti i soggetti. È un processo di mutazione lento ma inesorabile: è il segno del tempo che scorre, portando con sé la Storia, fatta di uomini e avvenimenti. Il nuovo anno è iniziato da poco e sperare in un futuro più sereno è d’obbligo anche se pleonastico e la speranza che in ogni angolo della terra la gente possa fare progetti per il domani, ci chiama tutti a costruire la pace ogni giorno, educando le giovani generazioni e traendo insegnamenti da un passato che ancora vive e rivive anche attraverso un semplice santino dai tratti incerti ma pregnanti di una spiritualità accorata che nessuna parola può tradurre.

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7 Responses

  1. Giuseppina

    Complimenti vivissimi per questa bella descrizione della Madonna di Stalingrado.

  2. Vincenzo

    Le parole di Carmen sanno tradurre le immagini e lo fanno molto bene. Forse il merito sta nella sua sensibilità artistica che le permette di vedere oltre. Mi sento investito dalla luce che trasmettono i suoi scritti e penso che sia la stessa che illumina la sua anima.Complimenti per questo interessante tuffo nella storia.

  3. Antonio

    Mi piace la storia delle guerre. Questo santino è molto bello. Complimenti a Carmen che ce lo ha descritto in maniera profonda e toccante. Ogni guerra è da condannare perchè è contro la vita. Bravi per ciò che ci insegnate.

  4. ENZO C

    “Quel mantello rappresenta il disperato desiderio di calore dei soldati, dei feriti che, a più di venti gradi sottozero, senza cibo, senza medicine, si aggrappavano disperatamente alla vita,” Sicuramente, quel disegno è servito sminuire in quei soldati la paura della morte. Un’icona che ha raccolto preghiere sofferte, personalizzate.

  5. Alojamiento web

    Questo soldato – sappiamo che era un credente protestante – voleva forse gridare la sua sete di vita e di pace nel cuore delle peggiori tenebre della guerra? Non lo sappiamo, ma lasciamoci toccare nel piu profondo di noi stessi da questo disegno chiamato “Madonna di Stalingrado “.

  6. Gian Piero Pacini

    Sempre interessante e commentato in modo ineccepibile. Bravo Biagio e complimenti per il tuo lavoro e per il contributo intellettuale.

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