La questua per i condannati a morte

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archiconfr3A Roma c’è via dei Cerchi. Fino alla seconda metà dell’Ottocento era una via tristemente famosa. Infatti, era uno dei tre quartieri  della città – gli altri erano Piazza del Popolo e Piazza di Ponte Sant’Angelo – dove si svolgevano le esecuzioni capitali.

Nella capitale dello Stato Pontificio, sede del Papa, la pena di morte – a seconda dei periodi e delle circostanze – fu variamente rappresentata:  dal rogo all’impiccagione, dallo squartamento alla decapitazione mediante ghigliottina, quest’ultima impiegata fino al 1870. Il nome di Mastro Titta, celebre boia, è impresso nella memoria dei libri di storia oltreché della cinematografia.

L’ Arciconfraternita di Gesù, Maria e Giuseppe delle Anime più bisognose del Purgatorio nacque per opera di un gruppo di devoti il 14 luglio 1687 su approvazione del Pontefice Clemente VIII. Fra i suoi uffici, vi era anche quello di assistere i condannati a morte.

Il giorno prima dell’esecuzione, dalle ore venti fino alla mezzanotte, e dalle prime ore dell’alba fino al momento dell’esecuzione, si recitavano preghiere a sollievo dei condannati.

Il giorno seguente veniva celebrata una messa cantata, la quale prevedeva la partecipazione di 33 vedove, precedentemente invitate, che venivano ricompensate ciascuna con una moneta di un giulio.

Il denaro necessario veniva raccolto mediante la questua e a tal fine veniva distribuito “alle persone pie” un foglietto, sul quale era incisa un’immagine religiosa, ovvero lo stemma della Confraternita, e sul quale si chiedeva di “questuare per l’Anima” del condannato a mortearchiconfr

Riporto il testo dell’ incisione che vedete sopra raffigurata

VEN. ARCHICONFR. DI GESÙ, MARIA, E GIUSEPPE DELL’ANIME PIÙ BISOGNOSE DEL PURGATORIO
Carissimo Fratello sarà contento domani che saremo alli 25 del presente Mese di Marzo questuare per l’Anima di Pietro Ant.° Iannucelli del fu Felice Romano di anni 41 – Lanaro – reo di omicidio irragionevole e premeditato condannato dalla giustizia alla pena della Ghigliottina al Popolo, per la qual Opera Pia ne acquisterà merito grande appresso Iddio.

Per carità si prega questuare con modestia  e senza battere la Bussola e riportare subito la Cassetta ed il presente Bollettino alla nostra Archiconfraternita.
Farà la Carità di presentare il presente a chi lo ricercherà.
E di non fermarsi in tempo della Giustizia nella Piazza del Patibolo.”

Dunque il condannato era reo di omicidio, per il quale era appunto prevista la morte. Forse più sfortunato fu il condannato che appare nella seconda incisione, accusato di “Latrocinio”.

Il primo sarebbe stato giustiziato in Piazza del Popolo, mentre l’altro in via dei Cerchi.

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La pena di morte è stata rimossa dagli Statuti Vaticani da Paolo VI nel 1969 e definitivamente abrogata dalla Legge Fondamentale nel 2001 da Papa Giovanni Paolo II.

L’Arciconfraternita di Gesù Maria e Giuseppe per le Anime più bisognose del Purgatorio è stata soppressa il 5 ottobre 2013.

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