Novecento francese: la serie 8000 di Alfred Roblot

Santino seppiato della Serie 8000 firmato Roblot
Santino seppiato della Serie 8000 firmato Roblot

In ambito filiconico, quando si parla di francesi e in maniera particolare di Parigi la mente di tutti corre alla sterminata produzione degli editori di Saint-Sulpice.

Nomi importanti, del calibro di Basset, Bouasse-Lebel, Dopter, Charles Letaille, Boumard, Turgis, Camus; ma anche di meno noti, come Saintin, Pillot, Jean, e moltissimi altri.

La produzione sansulpiciana conobbe i suoi fasti a partire dalla metà del XIX secolo, fino ai primi decenni del successivo. Alzi la mano chi conosce la produzione francese del Novecento! Vi siete mai chiesti, per esempio, che fine ha fatto la Bouasse-Lebel? E tutti gli altri?

La maggior parte di essi, non ebbero vita lunga. A differenza della menzionata Bouasse Lebel – la cui

Santino della Bouasse Lebel, inizi anni 60
Santino della Bouasse Lebel, inizi anni 60

attività si spense intorno alla fine degli anni 60, a seguito della morte di Albert, ultimo della dinastia, avvenuta alcuni anni prima nel 1955, come riporta l’amico Flavio Cammarano nel suo ottimo volume dedicato alla storia della casa editrice – gli altri si persero lungo gli anni, non riuscendo a vedere il nuovo secolo. E comunque la produzione degli ultimi anni non fu certo di qualità eccellente, soprattutto sotto l’aspetto artistico e, forse per questo, si fa fatica a ricordarla.

Un editore parigino invece che, secondo il mio parere, dovrebbe essere tenuto in considerazione, è Alfred Roblot.

Serie 8000 Roblot, Parigi, anni 30
Serie 8000 Roblot, Parigi, anni 30

La sua attività ha inizio nell’ultimo decennio dell’800, con la pubblicazione di alcune cromolitografie, la cui qualità dozzinale si perde nel mare della produzione filiconica di quegli anni.

Diverso invece è il discorso per quanto riguarda i santini stampati in fototipia, meglio conosciuti – e riconosciuti – come santini seppiati.

In particolare, i santini della Serie 8000 si presentano di buona qualità di stampa, molto meno per quanto riguarda i soggetti, che mostrano l’assenza completa di invenzione, essendo riproduzioni di soggetti noti.

La serie è molto ricca e, a quanto mi risulta, dovrebbe superare le 450 immagini. Il verso dei santini è bianco, il che dimostra che erano stampati per uso “ricordino”.

La misura è quella standard, tipica del periodo: cm 6 x 10,5. La reperibilità di questi santini è molto alta e pertanto il loro prezzo è molto contenuto: non dovrebbe superare l’euro a pezzo.

Alfred Roblot, come accennato,  fu attivo fra la fine del XIX secolo e gli anni 40 del XX, con sede a Parigi in rue Caumartin, n. 67. La sua produzione si riconosce anche con la firma congiunta della moglie: Pouget-Coulon & Roblot.

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4 risposte

  1. Pierre VAULTIER

    Quelques informations complémentaires.
    Le magasin parisien était la propriété des Pouget, libraire-relieur. Alfred ROBLOT était fils de cultivateur. Son nom a été associé après son mariage. Par la suite un fils et un gendre se sont associés pour former la société ROBLOT Fils et SIPERT:Charles, Alexandre ROBLOT et André, Isidore, Alexandre SIPERT. En 1941, ils possédaient un second magasin à Lisieux.

  2. Giancarlo De Leo

    Grazie, Biagio! Con i tuoi articoli ci fornisci sempre una miniera di informazioni !!!

  3. angela rotundo

    Non conosco molto bene la produzione francese perchè non ho la fortuna di avere nella mia collezione santini di questo genere comunque ho trovato l’articolo molto interessante come al solito.

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