Fra magia e religione, il culto di Nuestra Señora de la Caridad del Cobre

pubblicato in: Simbologia, Soggetti | 5
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Nuestra Señora de la Caridad del Cobreè venerata a Cuba, isola del Mar dei Carabi, della quale è patrona dal 1916. Il suo culto sembra sia nato in Spagna e varie sono le leggende che arricchiscono l’attrattiva per questa particolare raffigurazione che vediamo nelle immagini.

La sua storia non narra di un’apparizione mariana come spesso accade, ma di un ritrovamento fortuito. La tradizione racconta che una mattina del 1612 due indiani e uno schiavo negro di dieci anni, perduti in mare durante una tempesta, videro in lontananza galleggiare qualcosa sull’acqua. Pensando che potesse essere il cadavere di un uccello marino si avvicinarono e scoprirono, con grande sorpresa, che si trattava di una piccola statua della Vergine Maria che teneva sul braccio sinistro Gesù e nella mano destra una piccola croce. Il Bambino, in atteggiamento benedicente, stringeva nella mano sinistra il globo terrestre, suo usuale attributo iconografico.

Alla base rotonda del simulacro era incisa la seguente iscrizione: “Io sono la Virgen de la Caridad”. Sistemata la statuetta nella canoa e stupiti per il fatto che il manto in tessuto fosse completamente asciutto – nonostante avesse galleggiato fra le onde – la portarono nell’altare maggiore della chiesa parrocchiale di El Cobre.

Da dove arrivava quel dono? Gli spagnoli, quando si trovavano in pericolo, non gettavano in mare gli oggetti sacri affinché i pirati non li profanassero? Da quel momento la devozione alla Vergine della Carità si diffuse in tutta l’isola.

La religione più praticata a Cuba prima della Rivoluzione era il Cattolicesimo, portato e imposto dai conquistatori spagnoli. Come molti di voi sapranno, la popolazione cubana è meticcia dal punto di vista culturale e religioso. La Santeria è una delle più importanti religioni di origine africana praticate nell’isola ed è l’insieme di una religiosità popolare che spesso sfocia nella magia.

Chiamata dai suoi proseliti anche “Regla de Ocha” essa nasce dal sincretismo fra la religione cattolica e la religione Yoruba, professata dagli schiavi africani e dai loro discendenti, come reazione alla repressione da parte degli oppressori, che contrastavano la pratica del culto animista importato dall’Africa Occidentale. L’idea suprema del Dio è rappresentata da Olofin, che si presenta sempre assieme a Olordumare e la fusione dei due rappresenta l’idea del cielo e della terra. Tra sacro e profano, in un intreccio tra devozione religiosa e spiritismo, frutto di un misto di antichi retaggi, essa fu ed è ancora professata da chi riuscì a conservare le proprie tradizioni identificando o meglio occultando gli Orichas (santi), divinità immateriali che dimorano negli elementi naturali, tra i santi cattolici.

Tra gli Orichas più conosciuti ha un ruolo di rilievo Ochùn, dea dell’amore, della maternità, delle acque, identificata appunto con la Vergine della Carità. Il colore di Ochùn è il giallo ed a lei appartengono i pavoni reali dal piumaggio colorato mentre il suo fiore preferito è il girasole.

La fede a Cuba è molto “visiva”, le statue sono importanti come lo sono i santini che le rappresentano. I santeros invocano per risolvere i loro problemi spirituali e materiali queste “emanazioni” che si rendono “percettibili” agli esseri umani prendendo possesso di uno di loro.

Sono frequenti gli stati di trance al ritmo dei tamburi “Batà” (i tamburi sacri per le cerimonie) durante le “messe spirituali” o le feste in onore del santo. Ogni santero ha, in fondo, una propria religiosità in cui gli elementi cristiani a volte sono preponderanti, se non decisivi.

Oggi le diverse credenze godono di uguale considerazione e ciascun cittadino è libero di non averne alcuna o di professare il culto religioso che preferisce. Che si chiami Ochùn o Vergine della Carità, che sia un santo o un Orichas, forse poco importa. Ciò che si evince da questo confronto e che l’uomo ha sempre – o spesso – bisogno di un intermediario che faccia da tramite tra lui e Dio, tra lui e le divinità.

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5 Responses

  1. Emilio

    Molto interessante. La magia e la religione spesso convivono influenzandosi a vicenda.

  2. Federico

    È una vera e propria religione ma quella che viene praticata a Cuba é bera magia. Orazioni propiziatorie e talismani, filtri d’amore o di morte o sortilegi. Tutto molto interessante dal punto di vista culturale e antropologico. Ottimo argomento.

  3. Alba

    In pratica il culto nasconde le loro divinità dietro l iconografia cattolica. Che ingegno interessante.

  4. angela

    Complimenti Carmen stupendo articolo ricco di notizie molto interessanti grazie

  5. Marica

    Giustissimo, ma vi dimenticate di dire che Maria non è una Dea, mentre Oshun/Ochun lo è. Ovviamente chi pratica la \”santeria\” queste cose non le sa, e quindi associa le due figure. Il che è assurdo, perché Maria è la serva del Signore, Ochun è una Dea e non è serva di nessuno.

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