La Madonna degli omosessuali

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Chiariamo subito una cosa: la Madonna degli Omosessuali non è uno dei numerosissimi titoli che la storia della devozione mariana contempla, ma il titolo di un dipinto, peraltro recente, che affronta un tema molto delicato.

No, il tema in questione non è – come forse ci si aspetterebbe – qualcosa del tipo “anche gli omosessuali hanno la loro Madonna che li protegge”, ma molto meno banale.

Non è un santino. E non potrebbe esserlo, considerato che non solo l’opera è nata dall’inventiva di un pittore, ma non si riferisce a nessun santuario o culto riconosciuto dalla Chiesa.

Il particolare dipinto, dunque, che poniamo all’attenzione dei nostri elettori ha, da un lato, lo scopo di far conoscere un’immagine nuova, dall’altra di ricordare che fra le vittime naziste ci furono anche tantissimi omosessuali.

L’opera è stata realizzata fra il 2003 e il 2007 dal pittore napoletano Raffaele Ciotola. Protagonista è Maria, che l’artista ritrae non nella sua valenza religiosa quanto nella sua figura storica di Madre di tutti, senza alcuna riserva o distinzione.

Nelle intenzioni dell’autore essa doveva rappresentare il dolore di tutte quelle madri che piansero i propri figli, sterminati perché considerati diversi. Sceglie così Maria per eleggerla a portavoce iconica della corrente artistica da lui stesso creata: STOP HOMOPH ART. Ella non è stata una madre unicamente “ripiegata” sul proprio figlio ma la donna la cui funzione materna si dilatò assumendo sul Calvario una dimensione universale.

Come già accennato, di tale raffigurazione non esistono santini, ma abbiamo ritenuto giusto ospitare la sua immagine  sulle pagine di questo sito, dove più volte abbiamo trattato di attributi un po’ strani ascritti, in forma ufficiale o dalla pietà popolare, alla Madonna.

Sicuramente si tratta di un’icona insolita e non molto diversa dal punto di vista formale a quelle che siamo abituati a vedere nelle nostre svariate collezioni, ma per alcuni aspetti provocatoria e anticonformista per il messaggio che intende veicolare.

La Madonna raffigurata stringe a sé Gesù Bambino che le offre due simboli maschili    ♂♂   (di Marte) e due femminili  ♀ ♀ ( di Venere). La donna, nello stesso tempo, abbraccia l’intera umanità rappresentata dalla sfera terrestre che tiene in mano. Il suo corpo è avvolto da una veste morbida, resa tale da pennellate  ora frammentate ora rarefatte. Colori caldi, freddi, complementari e in diverse gradazioni di tono delimitano questa figura di madre che l’artista crea per diffondere il suo pensiero contro l’omofobia e per combattere i pregiudizi di chi considera ancora l’omosessualità una scelta e non una condizione.

Nella cornice sono presenti, oltre al titolo dell’opera, elementi esornativi e simbolici: nel campo a destra e sinistra dell’aureola l’alfa e l’omega (α Ω) prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, delle quali tutti voi conosceranno il significato.

Appare quanto mai contraddittoria la posizione di chi, purtroppo anche dall’altare, predica certi valori per poi praticare occultamente simili costumi. Le cronache di questi ultimi tempi in tal senso ne sono una prova evidente. Non è compito nostro entrare in una tematica così complessa. Quello che cerchiamo di fare è allargare le nostre/vostre conoscenze, spingerci oltre i limiti per abbattere l’unica barriera che va contro ogni giudizio: l’ignoranza, la sola, capace di creare pregiudizi e intolleranze.

Secondo l’etimologia del termine, per “pregiudizio” si intende l’espressione di un’opinione – e per questo opinabile –  basata su informazioni insufficienti o su una conoscenza parziale, incompleta o che può scaturire da preconcetti: idee concepite irrazionalmente, per partito preso, giuste o sbagliate che siano, ma che se estremizzate possono portare a delle conseguenze devastanti.
(B. Gamba e C. Stillitano)

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6 risposte

  1. Federico

    Argomento di grande attualità. I femminielli festeggiano anche la Madonna di Montevergine secondo una tradizione che risale al medioevo. Pare che la madonna commossa dall amore fra due uomini che erano stati condannati a morire di freddo sul monte Partenio li salvó riscaldandoli con la sua luce. Sempre interessanti i vostri articoli. Grazie a Carmen e a Biagio.

  2. EnzoC

    É la specificità che crea il pretesto. Nulla contro i diversi. Uguali e diversi sono poi tutti uguali, in particolare davanti al loro dio. Colgo una voluta strumentalizzazione nell’attribuzione del significato. Su questa falsariga si potranno avere madonne degli sfigati o dell’unghia incarnita. Ma se all’Artista è piaciuto così… Amen.
    EnzoC

  3. Giuseppa trovato

    Sono d’accordo su queste tematiche e attuali chi siamo noi per giudicare siamo tutti uguali a dio misericordia infinita

  4. Alba

    L’articolo è molto interessante per l’argomento che tratta. Non è facile parlare di cose delicate che interessano la sfera personale di ognuno di noi. La Madonna stilisticamente non mi piace molto. La trovo molto mascolina. Forse il pittore ha voluto fosse così. Complimenti. Ogni conoscenza allarga i confini del nostro sapere. Amo l’arte e in particolare la pittura ma questa Madonna proprio non la conoscevo.

  5. M.Nicola

    Bel quadro. Bel titolo. Tra tante madonne anche questa ci sta bene.

  6. Gianluca

    Argomento interessante e da trattare sempre più. Grazie Biagio e grazie Carmen per queste chicche!

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