Pizzi, lustrini e paillettes

pubblicato in: Canivet, Case editrici, Generale, Tecniche | 1

I primi a produrre immaginette piuttosto elaborate furono gli editori parigini, che inventarono un vero e proprio stile, ancora oggi conosciuto come “stile sansulpiciano” (o sulpiciano), dal nome della basilica di Saint-Sulpice, nel cui quartiere – a partire dalla metà dell’Ottocento – si ebbe un’elevata concentrazione di botteghe e stamperie di editori, piccoli e grandi, che producevano images pieuses.

Tale produzione aveva uno scopo molto preciso: suscitare un maggiore interesse nei clienti/devoti, al fine di incrementare le vendite e quindi i profitti. Più queste si presentavano “particolari” e maggiore era il loro prezzo di acquisto.

Immaginette con cornici traforate a punzone, alcune con parti mobili, più o meno complesse, altre con applicazioni di materiale vario, come stoffa (seta, raso, velluto), metallo (oro, argento, in foglia o polvere), pezzettini di sostanze varie (madreperla, ostia, celluloide).

Il successo commerciale fu tale che presto altri editori, di altri paesi, imitarono i tipi francesi, senza tuttavia scalfire il dominio di grandi ditte, come Bouasse-Lebel o Turgis.

In verità, la casa editrice svizzera dei fratelli Karl e Nikolaus Benziger, attiva ad Einsiedeln dalla seconda metà del XVIII alla prima metà del XX secolo, con sedi anche a New York e Cincinnati, rappresentò un’agguerrita concorrente. Se dovessimo cercare qualcosa che differenzia la produzione degli svizzeri rispetto a quella parigina, direi forse una leggera austerità nelle raffigurazioni, dovuta probabilmente a un’influenza tedesca.

L’immaginetta che state osservando è un’incisione su acciaio, impressa su canivet meccanico, con dorature sulle parti goffrate. Il canivet è impreziosito con paillettes colorate, applicate molto probabilmente in epoca successiva, per evidenziare alcune parti della figura. L’immaginetta – collocabile intorno alla seconda metà del XIX secolo – era destinata al mercato tedesco.

Inutile aggiungere che la presenza di lustrini rende questa tipologia ancora più delicata, per cui risulta davvero molto difficile reperire tali immaginette in ottimo stato, come quella che state osservando. Elemento – questo dello stato di conservazione – che, com’è noto, influisce moltissimo sulla quotazione.

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  1. Mario Tasca

    Molto interessante! Santini in Pasta l’Ostia e con Paillettes era l’argomento di una mia esposizione! Anche nelle successive mostre ho mantenuto fissa una parte di quei quadri espositivi: sono quelli che più suscitano meraviglia e ammirazione nel pubblico!

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