Santa Notburga, prima sindacalista della storia

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L'immagine di Santa Notburga, in una litografia dell'austriaco Kravogl. Seconda metà XIX sec.
L’immagine di Santa Notburga, in una litografia dell’austriaco Kravogl. Seconda metà XIX sec.

A molti italiani il nome di Notburga non ricorda nessuno, ancora meno una santa. Per i tirolesi invece è un personaggio molto importante.

Se si va a Eben am Achensee (dal nome del lago Achensee) ci si accorge che tutto praticamente ricorda la Santa: un museo dedicato a lei esclusivamente, targhe varie, monumenti; per non parlare di immaginette religiose, stampe di ogni tipo, statuine e ogni tipo di oggetto, anche profano, sul quale è stampata l’immagine della santa.

Non solo. Le Poste Austriache hanno emesso due francobolli commemorativi dedicati a Santa Notburga, rispettivamente del valore di 20 Groschen (nel 1999) e di 55 centesimi (nel 2008).

Ma chi era Santa Notburga?

Secondo la tradizione, Notburga nacque a Rattenberg (Tirolo) nel 1265 da genitori che svolgevano il mestiere di cappellai. Raggiunta l’età di 18 anni, fu mandata come cameriera alle dipendenze del Conte Heinrich I.

In quel periodo si fece conoscere da una moltitudine di poveri, ai quali distribuiva il cibo che riusciva a prendere nella cucina  del castello. Ciò continuò fino a quando divenne conte Heinrich II, il quale proibì alla giovane di distribuire pane e vino ai poveri, cacciandola in seguito dal castello.

Trovò rifugio presso la chiesetta di Rupert, al di là del fiume Inn e iniziò a lavorare come bracciante agricola alle dipendenze di un proprietario terriero.

Santa Notburga in una incisione di Joseph Koppe. Metà 800 .ca
Santa Notburga in una incisione di Joseph Koppe. Metà 800 .ca

E qui avvenne uno dei suoi miracoli più popolari, meglio conosciuto come “miracolo della falce“. In breve: un giorno, il padrone obbligò Notburga e gli altri braccianti a lavorare oltre l’orario stabilito, ovvero sino al rintocco delle campane, che annunciava il momento di riposo dal lavoro e, in particolare per la giovane, della preghiera.

Tutti continuarono a lavorare, a eccezione di Notburga, la quale buttò a terra il suo attrezzo, la falce, rifiutandosi di proseguire. Di fronte all’ira del padrone, Notburga si mise in preghiera, chiedendo a Dio di mandarle un segno. Così, la falce della santa restò sospesa in aria, lasciando tutti meravigliati e il padrone intimorito.

Oggi la reliquia più importante della Santa, il suo scheletro, si trova a Eben, nell’omonima chiesetta, meta ogni anno di migliaia di pellegrini. Lo scheletro di Notburga appare vestito di un prezioso abito ricamato in oro. La mano destra sollevata, mantiene una falce, suo attributo principale, nella sinistra tiene un recipiente per il cibo e un piccolo fascio di spighe di grano.

Si spiega in questo modo parte dell’iconografia, che vede la santa raffigurata come uno scheletro vestito, con falce e altri oggetti.

Si badi: nulla a che vedere con la rappresentazione dei memento mori, con cui a volte è stata erroneamente confusa.

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  1. rotundo angela

    Complimenti per l’articolo come al solito è molto esauriente mi è piaciuto tantissimo non conoscevo questa Santa quindi grazie tante per queste belle spiegazioni

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