Tre editori per la stessa serie ?

Nascita della Vergine Maria. Immaginetta n. 1 della Serie Nuovo Testamento
Nascita della Vergine Maria. Immaginetta n. 1 della Serie Nuovo Testamento

Oggi voglio parlarvi di una serie molto interessante. In realtà, le serie sono almeno due, se non quattro. Tranquilli, non sto dando i numeri. Il discorso è un po’ complicato, ma cercherò di essere il più chiaro possibile.

Sto parlando di una (o più) serie di immaginette realizzata in Francia negli anni 80 del XIX secolo. Le splendide cromolitografie che la compongono raccontano la Bibbia: 12 episodi (immaginette) sono dedicati all’Antico Testamento, 100 episodi (immaginette) sono dedicati al Nuovo Testamento, 20 alla Passione di Gesù e altri 20 alla Resurrezione.

Le caratteristiche sono identiche per tutte e quattro le serie, se così vogliamo classificarle. Infatti, sia  dal punto di vista tecnico (si tratta di immaginette stampate su carta in cromolitografia), sia da quello strutturale (misurano tutte cm 9,1 x  6,4 circa), e infine sotto l’aspetto tematico (rappresentano il racconto della Bibbia per immagini), si potrebbero considerare come una serie unica. Tuttavia, la differente numerazione e il diverso nomen – rispettivamente, A.T. (Ancien Testament), N.T. (Nouveau Testament),  (Passion) e (Resurrection) –  collezionisticamente parlando, fanno preferire la distinzione in quattro diverse serie.

Passiamo ora al produttore. Dall’osservazione delle varie edizioni pubblicate, emergono tre diverse ditte: la Imprimerie Petithenry, la Imprimerie Fournier, la Maison de la Bonne Presse. Tutte e tre di Parigi. Ciò indurrebbe a pensare che queste stesse serie siano state pubblicate da tre editori diversi. Ma non è così.

Sogno di Giuseppe. Immagine n. 18 della Serie A.T. (Antico Testamento)
Sogno di Giuseppe. Immagine n. 18 della Serie N.T. (NuovoTestamento)

L’editore che pubblicò le summenzionate serie fu uno solo: la Maison de la Bonne Presse.

Fondata nel 1873 per iniziativa di Padre Emmanuel D’Alzon, già fondatore nel 1845 della Congregation Religieuse Catholique des Augustins de l’Assomption, la Maison de la Bonne Presse ebbe sede a Parigi, al civico 5 di rue Bayard. Si distinse per le sue pubblicazioni di stampo cattolico, fra cui il giornale Le Pelerin, fondato nel 1880, e la rivista mensile La Croix, fondata nel 1883. Probabilmente queste immaginette, per il loro carattere didascalico, furono distribuite con il primo dei suddetti periodici. Non è casuale infatti che, nel 1882, proprio Le Pelerin pubblica una lettera di tale Delaforest, un prete di Poitiers, nella quale Questi sottolineava come la Legge Ferry sulla Scuola Laica, avesse reso obbligatorio per le parrocchie  impartire il catechismo ai bambini dall’età di 8 anni e che per questo motivo potevano essere di grande utilità le immagini.

Le immaginette in questione infatti, sul recto rappresentano scene tratte dalla Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento), mentre sul verso riportano il testo biblico relativo al singolo episodio.

Il Discorso della Montagna. Immagine n. 32 della Serie N.T. (Nuovo Testamento)
Il Discorso della Montagna. Immagine n. 32 della Serie N.T. (Nuovo Testamento)

Se, dunque, l’editore fu soltanto la Maison de la Bonne Press, chi erano Petithenry e Fournier?

Come indicato anche nelle stesse immaginette, si tratta degli Stampatori, ovvero i tipografi cui la casa editrice si rivolse per la produzione delle suddette immaginette. Si spiega così la presenza dei diversi indirizzi: rue Bayard n. 5 dove aveva sede la Bonne Presse, e rue François I n. 8, sede dello stabilimento di Emile Petithenry e poi di Fournier. In alcune immagini si trova pertanto il nome dello stampatore, in altre quello della casa editrice. Circostanza che noi filiconici siamo abituati a osservare.

Infine, una curiosità: il n. 8 di rue François I fu anche l’indirizzo della prima sede del mensile La Croix, al piano superiore della Cappella della comunità assunzionista. È evidente lo stretto legame fra tipografi e casa editrice. È certo peraltro che Emile Petithenry fosse stato uno dei primi collaboratori della rivista.

Chi volesse conoscere le altre immagini delle serie, può visitare la pagina dedicata sul sito dell’amico Gianluca Lo Cicero

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5 risposte

  1. Sergio Cabras

    Come sempre, presenti argomenti che ti fanno capire quanto è vasto il collezionismo filiconico, soprattutto quanto c’è da scoprire nel guardare il santino nella sua totalità. Grazie.

  2. angela rotundo

    Ogni volta penso di avere appreso tutto sulla filiconia, invece torno indietro perchè ci sono sempre cose nuove da apprendere, condivido quello che ha scritto Sergio. Complimenti Biagio, come sempre mi lasciate stupita

  3. Mario Tasca

    Io ne ho 76; mi piacciono molto e le ho comprate (credo) tutte su e-bay Francia.
    Quando avrò tempo (e voglia) andrò a vedere le diverse sigle (AT- NT) per classificarle meglio.
    Grazie, interessantissimo articolo!

  4. Gianluca

    Per quel che mi riguarda questa è una delle poche serie cromolitografiche che merita di essere collezionata. La visione scenografica degli episodi, la varietà dei colori e l’accuratezza del tratteggio dei personaggi e degli sfondi, fanno si che esse siano dei piccoli gioielli della cromolitografia di fine ‘800. Purtroppo mi mancano poco più di una decina di esemplari per completare l’intera serie, ma spero di riuscirvi al più presto. Grazie a te Biagio per aver citato il mio sito in cui è possibile vedere catalogata l’intera serie.

  5. parrilli Michelangelo

    io ho la serie completa di 152 immagini e vari doppioni che riportato i nomi di diversi stampatori, la maggior parte sono di Petithenry. E\\\’ questa la serie più antica ? Oppure tutti gli stampatori contribuirono alla serie più antica?

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