Dedicato a quanti non riescono a rimanere a casa per 15 giorni

In questi giorni di emergenza coronavirus, stanno emergendo pregi e difetti dell’italica popolazione. Di fronte al costante appello da parte delle autorità a restare a casa, molti continuano a “scappare”, manco fossero in carcere. Direi che questi cari concittadini appartengono a due diversi tipi: l’ignorante e l’idiota.

L’ignorante è quello che, per sue limitate capacità culturali, pensa: «io sono sano, non mi sento nulla, mi sto lavando. Posso uscire tranquillamente: vado e torno. Non l’ho toccato, ho starnutito piano…».
Ancora più pericoloso è l’idiota. Questi crede di essere un superuomo (ma solo perché non ha sintomi evidenti) e pensa: «stanno esagerando. C’è un complotto per decimare la popolazione, così escono nuovi posti di lavoro. Io sto uscendo regolarmente. I controlli della polizia? Basta scrivere quattro cazzate sul modulo».
Salvo poi sentire entrambi i tipi prendersela contro il governo perché “si è mosso in ritardo”, “non ha predisposto controlli adeguati”, “perché tizio sta aperto e io devo stare chiuso?”, etc.

La domanda che mi sono fatto in questi giorni è la seguente: è possibile che noi italiani dobbiamo avere un militare che ci punti il fucile contro per salvaguardare la nostra salute?

Scusate la premessa/sfogo. Passo all’argomento di questo post (a volte dimentico che devo parlare solo di iconografia religiosa popolare).

La stupenda incisione a bulino su rame che potete osservare risale alla seconda metà del XVII secolo, realizzata dall’incisore Giovanni Bettamini, attivo a Milano a partire dalla metà del 600. L’immagine raffigura Santa Verdiana ed è ispirata alla sua agiografia.

Secondo la tradizione popolare, Verdiana – suora appartenente al terzo Ordine francescano – visse per 34 anni reclusa in una piccola cella, nei pressi del fiume Elsa, costruitale dai suoi paesani al fine di tenersela vicino. La suora non ne fece un dramma: assisteva alla messa del vicino oratorio da una piccola finestra, dalla quale riceveva anche il cibo che le portavano quotidianamente i fedeli. Non le venne mai la tentazione di uscire, neppure quando due serpenti , penetrati nella celletta dalla piccola finestra, gliene diedero la possibilità.

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4 Responses

  1. FRISON Carluccio

    Ciao Biagio,
    condivido pienamente il tuo sfogo. Io resto a casa! Tante sono le cose da fare che avevo sempre rimandato: sistemare i miei libri e le mie raccolte, così si fanno belle e brutte scoperte (vedi ieri i nostri scambi verbali via messenger e la “falsa” S. Barbara dei Koppe)… Comunque, sono d’accordo con te. Santa Verdiana ci deve essere di modello in questi giorni.

  2. agostino

    Caro Biagio, fai bene a stare a casa, interessante come sempre il post di S.Verdiana, ti dico che nell’esprimere il proprio pensiero, non bisogna mai offendere pesantemente il prossimo, anche se viola un comando dello Stato. Questo lo esige la nostra fede e carità.
    Fraterni saluti.

  3. Biagio Gamba

    Caro Agostino, per me chi mette a repentaglio la propria salute, e soprattutto quella degli altri, magari per motivi futili, o è un ignorante o un idiota. E avrei molti altri aggettivi ancora più pesanti da usare… In questo momento, restare a casa non è un favore che facciamo allo Stato, ma a noi stessi.

  4. Gianluca

    Concordo con quello che hai scritto. Io avrei aggiunto oltre agli epiteti anche un bel “criminale”.

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