Durante il digiuno niente carne, né uova né formaggio… solo birra!

pubblicato in: Simbologia, Soggetti, Storie di Santi | 2

Forse non tutti sanno che i Frati dell’Ordine dei Minimi, fondato da San Francesco di Paola, diversamente da tutti gli altri religiosi, dovevano osservare un ulteriore voto, oltre ai tre noti (povertà, castità e obbedienza), cioè il “voto quaresimale“.

In pratica, il Santo di Paola aveva chiesto come uleriore regola per il suo Ordine, il perpetuo voto di digiuno, che si osserva solitamente durante il periodo di Quaresima.

Così recitava la IV regola: “Tutti i Frati di quest’Ordine si asterranno completamente dai cibi di carne e nel regime quaresimale faranno frutti degni di penitenza sì da evitare del tutto le carni e quanto da esse proviene. Pertanto a tutti e a ciascuno di essi è  assolutamente e incontestabilmente proibito di cibarsi, dentro e fuori convento, di carni, di grasso, di uova, di burro, di formaggio e di qualsiasi specie di latticini e di tutti i loro composti e derivati“.

Inutile dire che, già subito dopo la morte del Fondatore, le richieste di dispensa da questa rigidissima regola si moltiplicarono: non era facile lavorare e riuscire a sostenere gli sforzi del corpo.

Nel 1627 alcuni Frati Minimi furono chiamati in Germania, a Monaco di Baviera, dal Re Massimiliano I. La fama del Santo e dei suoi seguaci, aveva già raggiunto queste terre, dove erano noti con il nome di Paulaner, dal nome della città natìa di San Francesco e luogo del Monastero da cui gli stessi provenivano.

Nel convento di Neudeck ob der Au i Frati di San Francesco cominciarono a produrre la birra, una bevanda che essi già producevano nel Convento di Paola e che erano soliti bere per rafforzare la loro scarsa alimentazione, basata come ho accennato, sul regime quaresimale.

Se tale pratica poteva passare inosservata nel corso dell’anno, per alcuni monaci di altri monasteri fu considerata “peccaminosa” durante il periodo di Quaresima, al punto che i Minimi furono denunciati innanzi al Pontefice di Roma.

Per evitare la scomunica, un gruppo di Frati del Monastero di Neudeck fu inviato a Roma, per convincere il Papa che la bevanda non era così peccaminosa. Giunti che furono, chiesero e ottennero udienza da Urbano VIII, al quale offrirono un boccale di birra.

Contrariamente alle aspettative dei Frati, il Pontefice appena ebbe sorseggiato, sputò subito quel liquido disgustoso.

Delusi, i frati temettero il peggio: la scomunica. E invece si verificò il miracolo. Il Papa, proprio in ragione di quel sapore orribile, considerò la birra un’ulteriore penitenza che i Frati aggiungevano al già durissimo regime quaresimale.

Il monastero dei Minimi di Neudeck fu autorizzato a continuare a produrre birra, dagli stessi chiamata Salvator, e nel 1780 le autorità della Baviera ne consentirono anche il commercio.

Con l’arrivo di Napoleone, com’è noto, vi fu  soppressione dei monasteri e dei conventi. I Minimi di Baviera cessarono anche la produzione della birra.

L’immagine è tratta dal web.

Ma nel 1813 il birrificio fu acquistato da un’imprenditore tedesco, tale Franz Xaver Zacheri, che continuò a produrre la bevanda secondo la ricetta dei Minimi di San Francesco, battezzandola con il nome di Paulaner, con la quale è ancora oggi conosciuta in tutto il mondo.

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2 Responses

  1. Michele

    Davvero interessante… non sapevo di bere la birra del frate molto più vicina di quanto pensassi … Da oggi in ogni sorso mi ricorderò dei Minimi con un pizzico di orgoglio Bruzio in più

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