SANTI E ARALDICA

La produzione asburgica è forse quella che presenta più particolari interessanti sotto l’aspetto iconografico. L’incisione che sto per mostrarvi è stata realizzata molto probabilmente nella seconda metà del XVIII secolo da un artista di Augsburg, l’Augusta Vindelicorum dei romani.

Sto parlando di un’incisione a bulino su carta vergellata, con coloritura a mano coeva, misure standard cm 6,5 x 11,2, che raffigura Santa Elisabetta d’Ungheria.

Quello che colpisce non è la figura centrale quanto la cornice in cui è racchiusa. Come potete intuire si tratta dello stemma del Sacro Romano Impero austro ungarico. Con l’evidente variante che inserisce l’ovale con l’immagine di Santa Elisabetta al posto dello scudo.

Osserviamo quindi l’aquila a due teste, circondate da aureole, con il piumaggio nero, gli artigli e becchi gialli. Ovviamente, sovrastata dalla corona, simbolo dell’impero. Nella zampa destra, l’aquila stringe la spada e lo scettro, anch’essi simboli dell’impero, mentre regge con la sinistra il globo crucigero, simbolo del potere cristiano nel mondo.

Come sappiamo il rapporto religione-potere è sempre stato molto stretto, a significare che l’investitura derivava direttamente da Dio.

L’incisione è anonima, non presenta alcuna firma, per cui possiamo soltanto fare delle ipotesi: forse Martin Will.

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