Arte in convento

pubblicato in: Canivet, Simbologia, Soggetti, Tecniche | 0
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Ho avuto non poche difficoltà nel trovare una definizione dell’oggetto che sto per mostrare. Non perché non sappia a quale tipologia del vasto panorama filiconico riferirlo, quanto – per esempio – per il fatto che chiamarlo semplicemente canivet mi sembra alquanto  riduttivo.

Certo la struttura è quella di un canivet, ma le sue peculiarità lo rendono diverso dal classico manufatto che noi filiconici siamo soliti indicare con questo nome. È vero, è presente la miniatura centrale e la cornice intagliata intorno, tipica degli intagli a canif, ma le somiglianze sembra finiscano qui.

A differenza dei classici canivets, costituiti da un unico blocco di carta (o pergamena) intagliata, con al centro la miniatura, il “nostro” presenta una ricchezza di materiali da renderlo – ma solo sotto questo aspetto – più simile a un collage.

Ma vediamolo nei dettagli.

Le misure (senza cornice) sono le seguenti: 21 x 26 cm. Al centro, su un medaglione di pergamena spessa, una miniatura raffigura un Gesù Bambino – rectius adolescente – che regge un Globo Crucigero, ovvero la sfera terrestre sovrastata dalla Croce: il mondo terreno cioè è nelle mani di Gesù Cristo. L’ovale è evidenziato da un primo contorno di polvere d’oro.

Un’ampia cornice polimaterica circonda l’immagine. Partendo dall’esterno, si osservano una serie di perline di smalto granata con raggi di carta metallica dorata, contornati da ulteriori motivi di carta argentata.

Agli angoli superiori, sinistro e destro, un simbolo cristiano molto importante: il pellicano che, sul nido, nutre i suoi piccoli. Simbolo cristiano dell’Eucaristia, ma con implicazioni di significato molto ampi. Il nido (di colore verde) è realizzato con fili di stoffa (raso?), mentre il corpo degli uccelli con fili di seta dorati, alla maniera dei broccati. I contorni sono rimarcati da sottilissime lamelle di legno.

Agli angoli inferiori, si individuano altri due uccelli, realizzati allo stesso modo.

L’epoca è individuabile intorno agli inizi del XVIII secolo. La provenienza del manufatto è di ambiente conventuale europeo . La realizzazione è di sicura mano femminile, una giovane suora o una novizia, con grandi abilità artistiche.

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